«Sbloccate i 25 milioni di euro per rilanciare la ferrovia»

IVREA Elezioni in Valle d'Aosta e a Ivrea e i comitati dei pendolari e Legambiente richiamano i futuri amministratori a un impegno. «Ci auguriamo che - dicono - subito dopo le elezioni, riescano a dialogare per sbloccare la situazione». Quale situazione? Presto detto. Nel dicembre 2006, la Finanziaria destinò 40 milioni di euro per l'ammodermamento e il potenziamento della linea ferroviaria Chivasso-Aosta. «Sono passati 6 anni e mezzo e di quei soldi ne sono stati spesi solo circa 5 milioni. Una parte per progettazioni, tra cui quella dell'elettrificazione della Ivrea - Aosta; il resto, più consistente, per i lavori al ponte sul Chiusella che hanno permesso di eliminare il rallentamento preesistente e di determinare così l'unico beneficio tangibile per i pendolari. - spiegano Comitato utenti e Legambiente - . In una situazione di gravissima difficoltà a reperire risorse per infrastrutture, il fatto che 35 milioni di euro siano da anni bloccati in cassaforte e non spesi grida vendetta!». Comitato e Legambiente cercano anche di spiegare perché i soldi, pur essendoci, non sono stati spesi: «I motivi di questa situazione assurda sono noti: per anni la Regione Valle d'Aosta, che rivendica un diritto di decisione sull'impiego di queste risorse, ha cercato di imporre la realizzazione della cosiddetta lunetta di Chivasso, salvo arrendersi all'evidenza della sua inutilità quando è stato deciso di impedire l'accesso a Torino Porta Susa dei locomotori diesel. Nel frattempo, però, si sono persi ben 5 anni». E dopo? «Nel novembre 2011, finalmente la Regione Valle d'Aosta capisce che il problema è la mancata elettrificazione tra Ivrea e Aosta ma, mentre tutti suggeriscono di utilizzare le risorse rimaste per l'elettrificazione - incalzano gli esponenti del Comitato e Legambiente - la giunta regionale valdostana si imbarca in un nuovo progetto senza capo né coda: l'acquisto di locomotori bimodali. Come il progetto lunetta, infatti, anche questo è bloccato, innanzitutto per un intoppo burocratico invalicabile: i 40 milioni erano destinati a interventi strutturali, e non possono essere dirottati sul materiale rotabile. Intanto però si è perso un altro anno e mezzo, e la nostra ferrovia, che ha una necessità impellente di investimenti, continua a fornire un servizio del tutto inadeguato alle necessità».