l'intervista »FRANCESCO COMOTTO
IVREA Francesco Comotto, 49 anni, geometra e libero professionista, è il candidato della lista civica Viviamo Ivrea. Sindaco per 10 anni di Settimo Rottaro, è stato presidente della Comunità collinare Intorno al lago. In Viviamo Ivrea ci sono diverse persone che fanno riferimento a un'area culturale di sinistra. Perché è stata scelta la formula della lista civica completamente slegata dalle coalizioni? «La lista civica da molti mesi ha aperto un percorso di dialogo con molte forze che si stacca dalla sinistra per avvicinarsi a modi diversi di fare politica. C'è uno sganciamento dai partiti. La nostra è una lista civica e non ci sono ex politici. Detto questo, noi non demonizziamo chi fa vita di partito, ma critichiamo come sono gestiti i partiti. Puntiamo a una politica più condivisa e partecipata. Il nostro è un gruppo molto eterogeneo, sotto il profilo delle età e delle competenze, con parità di genere: otto uomini e otto donne». Alcuni aspetti del suo programma, legati alla partecipazione, sono vicini al Movimento 5 stelle. Lo stesso candidato Blasotta, qui, alla Sentinella, ha detto che l'unica forza con la quale si potrebbe aprire un dialogo è la vostra. «Intanto noi siamo aperti al dialogo con tutti. Abbiamo un programma politico, con la P maiuscola. Alcune istanze che proponiamo sono le stesse del Movimento 5 stelle e altri. Ho colloquiato, in passato, con il Movimento 5 stelle e con Grillo prima della formazione del partito. Noi colloquiamo con tutti. È chiaro, però, che ci proponiamo con un programma ben definito e accordi preventivi non sarebbero giusti». Cosa pensate di fare, concretamente, sul tema della partecipazione? «Abbiamo diverse idee. Durante la mia esperienza in Comune a Settimo e nell'associazione Comuni virtuosi ho acquisito esperienze che dimostrano che si possa condividere con i cittadini, a partire dalle commissioni consiliari e extraconsiliari, consulte di vario tipo dando minimo potere decisionale, referendum. In Francia è stato istituzionalizzato il débat publique. Ogni progetto di una certa entità dà vita a un dibattito pubblico che poi ha una sua procedura e dove i cittadini hanno effettivo potere decisionale. Mi piacerebbe incentivare i comitati di quartiere, perché lì i cittadini conoscono i problemi specifici». Oggi, un tema importante è quello delle risorse. Come si possono reperire? «Il Comune di Ivrea ha risorse economiche bloccate per via del Patto di stabilità. Bisogna capire come poterle utilizzare. Noi, comunque, sosteniamo da tempo con convinzione che servono buone idee. E poi, le risorse si trovano. Intanto noi pensiamo di creare un ufficio di fund raising per scovare risorse. Un ufficio che potrebbe dare lavoro a qualche giovane preparato con master. È anche importante riorganizzare la macchina della pubblica amministrazione: cambiare dinamica di assunzione, introdurre la meritocrazia. Recuperando efficienza, si ottiene anche maggiore efficacia». Quanto spenderà Comotto per la campagna elettorale? «Stiamo pubblicando ogni centesimo speso. Spenderemo 3 - 4 mila euro in totale. Abbiamo contribuito noi stessi con l'aiuto di qualche persona, con minime cifre. Le spese sono per manifesti e affitto delle sale. Ecco, le spese per le sale sono un problema. In una democrazia più matura servirebbero spazi dove le forze in capo possano incontrarsi senza spese aggiuntive». Che ruolo per Ivrea nei confronti dei Comuni limitrofi? «È un tema del giorno. Sicuramente bisogna uscire dai propri confini, ci sono molte difficoltà. Serve un cambio di visione. Noi siamo molto scettici sulla Città metropolitana. Pensiamo potrebbe essere una strada da seguire quella di rafforzare i rapporti con i Comuni della prima cintura e l'interconnessione con il capoluogo. Come area di riferimento, guardiamo all'Anfiteatro morenico. Crediamo sia possibile fare sinergia tra Comuni. È importante un ricambio generazionale nella classe dirigente, sono percorsi lunghi, di un cambio di prospettiva culturale. Sono convinto che solo i giovani e le donne potranno portarci fuori da questo sistema. La politica come era vista prima non funziona più. I meccanismi di aggregazione vengono dalla consapevolezza dello stare insieme. Non ci sono altre strade. Ho notato che, soprattutto i giovani, hanno difficoltà a emergere in politica. Dobbiamo incentivare il loro ingresso. Noi pensiamo a bandi di concorso che li possano agevolare. Cominciamo a dare loro ruoli di responsabilità. Certo, vanno supportati da chi ha più esperienza. Bisogna dare fiducia». Nel vostro programma c'è l'assessorato al futuro. Di che si tratta? «Sì, noi puntiamo alla creazione di un assessorato al futuro, perché vogliamo immaginare Ivrea nei prossimi dieci anni. Vorremmo dei giovani, con competenze diverse, che valutino i progetti dando il loro apporto in termini di visione a lungo termine». In questo momento, il tema cardine è il lavoro. Che ne pensa? «Nel nostro programma abbiamo inserito come primo punto il lavoro. La mancanza del lavoro, in questo momento, è quello che provoca un effetto a cascata di problemi». Quali pensa siano i servizi da potenziare? «Una volta si pensava di coprire determinati servizi senza pensare a cosa serviva veramente. Ora bisogna analizzare i bisogni. A volte servono cose semplici. Durante gli incontri nei quartieri, ad esempio, abbiamo scoperto che nell'area di San Bernardo, dove lavorano molte persone, non arrivano i mezzi pubblici. Per gli interventi, bisogna avere un'ottica a medio e lungo termine». Qualche esempio concreto? «Un bus circolare elettrico in città, con le paline elettriche per sapere esattamente quando saranno i passaggi. Il tema del trasporto è importante, ci sono orari dei bus che non coincidono con quelli delle scuole. E poi il Piano regolatore» Cioè? «Proponiamo una revisione dello strumento urbanistico. Pensiamo alla riqualificazione di quartieri anche sotto il profilo ecologico. Progetti che, nel tempo, portano sviluppo». Se vincerà come sarete in contatto con i cittadini? «Abbiamo fatto della trasparenza e della legalità il nostro cavallo di battaglia. Ci siamo fatti uno schema preciso: ascoltare i bisogni, individuare il problema, capire come risolverlo, condividere con i cittadini. Tutto con passaggi documentabili. Se andremo all'opposizione, la faremo nel migliore dei modi. Abbiamo creato un gruppo che si è costituito in associazione e, comunque, sia, saremo presenti». GUARDA IL VIDEO INTEGRALE DELL'INTERVISTA www.lasentinella.it