«Cultura e creatività per una città che sia viva e ricca»
di Vincenzo Iorio wIVREA Dal palcoscenico alla politica. Paola Mei, 48 anni, cantante, è la capolista di Ivrea+Bella, la formazione civica che sostiene il candidato sindaco Carlo Della Pepa alle elezioni del 26 e 27 maggio. Un gruppo di professionisti, artisti, lavoratori, otto donne e otto uomini, eterogenei a livello sociale, culturale e politico. Come nasce il suo impegno in politica? «Quando me lo hanno chiesto sono rimasta un po' spiazzata. Sono nata a Ivrea, una città che mi ha dato tanto anche in termini di successo nella mia carriera. Ho pensato che fosse il momento di restituire quanto avuto dalla mia comunità». Come crede di farlo in questo momento in cui la fiducia dei cittadini verso la politica è ai minimi storici? «Contrariamente a quanto si può pensare, stiamo incontrando molto entusiasmo. Io non mi sono mai occupato di politica e insieme agli altri candidati ho ritenuto che fosse proprio questo momento storico a richiedere uno sforzo maggiore per capire e impegnarmi in prima persona. Tutti noi ci mettiamo la nostra faccia, le nostre storie e le nostre idee». Il vostro slogan è il coraggio della bellezza. Non è un po' un azzardo in un periodo in cui le necessità delle persone sono molto più concrete? «Le città europee che da tempo hanno puntato maggiormente su cultura e creatività hanno visto aumentare sensibilmente il proprio reddito pro capire. Bilbao, Siviglia, Edimburgo hanno raggiunto livelli quasi doppi rispetto alla media europea. Non mancano casi in Italia, dove il connubio cultura e sviluppo funziona. E sono soprattutto i centri più piccoli, paragonabili a Ivrea. Mantova ha saputo diversificare il suo investimento culturale rispetto al patrimonio storico e artistico puntando sul Festivaletteratura». Per fare questo cosa proponete in concreto? «Intanto partiamo da ciò che esiste: cinque anni di buon governo che hanno consegnato alla città un bilancio invidiabile e hanno costruito le basi di alcuni progetti di grande risalto culturale e strutturale, come il ponte passerella e la riapertura del Museo Garda». E poi? «Il primo passo è quello della trasparenza e comunicazione, cominciando a dare il buon esempio. Nei primi 100 giorni è possibile un cambio di prospettiva con quattro punti a costo quasi zero. Ivrea più sicura: maggior presenza di vigili; corsi anti-truffa per anziani; più video sorveglianza: Ivrea più amica degli animali: nuova sede per il gattile, aree gioco recintate per cani; Ivrea più pulita: più cestini e più posacenere per la città; grande campagna informatica di sensibilizzazione, poi multe certe per chi sbaglia: Ivrea più gentile: parcheggi rosa destinati alle donne, Ztl pass per le neo mamme, auto mutuo aiuto per giovani madri». In questi anni è passato il concetto che con la cultura non si mangia. Ci faccia un esempio di progetto culturale che può fare bene all'economia della città? «Una Ztl estiva serale per il Borghetto, trasformandolo nel quartiere degli artisti con frequenti attività culturali atte a rilanciare il commercio locale. Dopo il grande sforzo per il Museo Garda è necessario il salto nel futuro di piazza Ottinetti, partendo con un ambizioso potenziamento della biblioteca e una Fiera del libro di ampio risalto in collaborazione con il salone di Torino». Come immagina Ivrea tra qualche anno? «Una città moderna e rurale allo stesso tempo, con un humus culturale e sociale originale. È in tale originalità che brilla bellezza del nostro villaggio. Ivrea più bella non è solo uno slogan. È anche una speranza, un obiettivo, un sogno». @viniorio ©RIPRODUZIONE RISERVATA