Ciechi e ipovedenti, una giornata con i piccoli alunni
FAVRIA Bambini della scuola primaria e non vedenti: due mondi che possono diventare complementari. Ne sono convinti all'Istituto comprensivo di Favria, guidato dal dirigente scolastico Maria Teresa Icardi, dove è stata accolta di buon grado la proposta di organizzare una giornata dei cinque sensi formulata dall'Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti che ha sede in corso Vittorio Emanuele II 63 a Torino, attraverso il musicista Fulvio Doglio. L'appuntamento è in agenda per giovedì 16 maggio, dalle 8,30 alle 16,30, e coinvolgerà i 130 alunni delle sei classi terze, quarte e quinte dell'elementare di Favria coordinati dai loro insegnanti. L'Istituto per la ricerca, la formazione e la riabilitazione (Irifor onlus), ente collegato all'Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti, che ha quale scopo quello di aiutare le persone affette da disabilità visiva a superare il problema dell'integrazione completa nel tessuto sociale, da ormai tre anni svolge progetti di sensibilizzazione alla disabilità sensoriale ed alla conoscenza dei nostri sensi attraverso attività nelle scuole. Il percorso che verrà proposto ai bambini della primaria di Favria si articolerà sotto forma laboratoriale, suddiviso in stand, con la finalità di approfondire le nozioni sui sensi acquisite durante lo svolgimento del programma curricolare di scienze e sensibilizzare ad assumere un adeguato atteggiamento verso persone disabili sensoriali, attraverso l'esperienza e la relazione diretta con persone cieche, unitamente ad educatori con formazione di base e specifica. Sono previste in mattinata attività pratiche sull'autonomia nel quotidiano sperimentando l'importanza della tattilità, gli ausili per la mobilità autonoma (bastone bianco e cane guida), quelli informatici che oggi consentono l'accesso dei non vedenti alla cultura e rappresentano un ottimo strumento di comunicazione con tutti e lo sport come possibilità per il tempo libero e la salute fisica. Il laboratorio espressivo pomeridiano vedrà, invece, impegnati i bambini nella preparazione di una piccola scenetta sulla base di alcuni brevi racconti sulle situazioni di vita quotidiana dei disabili visivi, dalle quali prenderà avvio una breve discussione sull'argomento. (c.c.)