A quasi due mesi dal rogo mancano affitti e risorse

di Rita Cola wIVREA Appuntamento questa mattina, ore 9,30, in via Magenta, sede dell'assessorato regionale al Lavoro. Si affronta il caso Scarmagno. Perché, a quasi due mesi dal rogo che ha gravemente danneggiato quattro aziende nel comprensorio industriale ex Olivetti di Scarmagno, di concreto davvero poco si è mosso. E la riunione in Regione di stamattina rischia di essere un ultimo appello. Per questo Fim, Fiom e Uilm, unitariamente, hanno organizzato un presidio dei lavoratori davanti alla sede dell'assessorato. Trecentocinquanta lavoratori sono infatti ancora in cassa integrazione e passata l'ondata emotiva dei primi giorni e vedendo che, nonostante i tavoli tecnici promossi dal Comune di Ivrea per far dialogare aziende e proprietà al fine di trovare rapidamente nuovi spazi dove cominciare le produzioni, poco si concretizza, sono arrabbiati. E, con la rabbia, c'è la preoccupazione di trovarsi di fronte all'irreparabile in un momento di crisi, dove trovare un nuovo lavoro, in Canavese come altrove, è un miraggio. Ogni cosa, in questi due mesi, è andata a rilento. Troppo. L'ultimo incontro, in municipio a Ivrea, è stato il 23 aprile. Per il giorno successivo è stato concordato un sopralluogo nelle aree che potrebbero ospitare Celltel e Wirelab (aree suggerite dal sindacato fin dal 20 marzo, ma inizialmente scartate). La bozza del contratto di affitto, però, è stata trasmessa in visione alle aziende solo tre giorni fa. Ed è tutto da esaminare e niente, da quanto trapelato ieri, scontato. Anzi. Il tempo, a questo punto della storia, fa la differenza. E potrebbe essere anche già tardi, se si considera che le parole d'ordine del primo giorno erano fare in fretta e riaprire entro la fine del mese di aprile. Celltel, 216 addetti, è quella che ha la situazione più seria da gestire perché ha bisogno di spazi (almeno tremila metri quadrati, con possibilità di espandersi) e una fretta di rimettersi a produrre per non perdere le commesse. Di più: ha bisogno di supporto economico e la sua documentazione per ottenere aiuti dai bandi regionali è in fase di istruttoria, ma intanto i giorni passano. Wirelab, 42 addetti, azienda più piccola, ha però lo stesso problema degli spazi e della rapidità. Innovis, invece, di problema pare averne anche un altro. Fa parte del gruppo Comdata, che si era impegnato a far rientrare tutti rapidamente. Quaranta (su 180) erano i dipendenti fatti rientrare in Innovis, ma la metà è stata di nuovo lasciata a casa in cassa integrazione. Motivazione? Calo di commesse di Telecom. Comdata aveva ricollocato tutti a Palazzo uffici, a Ivrea, ma in queste settimane il sindacato dice che sta utilizzando le ferie per far fronte al calo di lavoro. @gattobianco ©RIPRODUZIONE RISERVATA