L'INTERVISTA»BLASOTTA (M5S)
IVREA Un'ora di intervista con Pierre Blasotta, candidato a sindaco per il Movimento 5 Stelle, rispondendo alle domande dei lettori (arrivati via mail, facebook e telefono). Tecnico informatico, 26 anni, Blasotta è il secondo candidato sindaco più giovane (è nato quattro mesi prima di Tommaso Gilardini). Ha tenuto a battesimo la prima diretta streaming (lunedì) della Sentinella. Intervista che i lettori possono guardare sul sito www.lasentinella.it Come e quando nascono il suo impegno politico e la candidatura a sindaco? «Tutto nasce nel 2007 con i meet up, ovvero un gruppo di persone che si era organizzato attraverso la piattaforma internet messa a disposizione da Beppe Grillo che sollecitava la partecipazione alla vita politica. Dopo un po' di anni siamo diventati un'associazione, Grilli eporediesi, con la quale abbiamo portato avanti una serie di battaglie condivise con alcune associazioni locali. Succesivamente, quando è nato il M5S abbiamo sciolto l'associazione e siamo confluiti nel Movimento. La mia candidatura nasce dalla scelta degli attivisti. Ero la persona giusta e più giovane». Quanto spenderà per la sua campagna elettorale? Di chi sono i soldi? «Il Movimento non ha soldi e non ci arrivano finanziamenti da Grillo. Sono tutti soldi che provengono dalle nostre tasche. Ci siamo tassati: 30 euro gli attivisti, 100 i candidati. Con questi soldi facciamo la campagna elettorale il costo totale lo saprò solo alla fine, ma stiamo parlando di 1.000, 2.000 euro». In cosa consiste la campagna elettorale dei 5 Stelle? «Banchetti, volantini e manifesti. Curiamo la grafica personalmente. L'unico costo è quello della stampa. E poi tanti incontri nei quartieri». Quali impressioni ha avuto in questi primi giorni? Quali sollecitazioni vi arrivano dai cittadini? «Non ci sono richieste particolari. Alcuni quartieri reagiscono bene, altri meno». Parliamo dello scandalo sui rimborsi spese in Regione Piemonte. Sotto inchiesta sono finiti 52 consiglieri, tra cui anche l'unico del M5S, Davide Bono. Quale giudizio date sulla vicenda? «La questione è delicata. Fu addirittura Bono a sollevare la questione dei rimborsi spesa per le attività politiche dei gruppi. Gli avvisi di garanzia sono arrivati a tutti. Gli sono contestati 900 euro. Il problema è che non ci sono regole e in molti hanno abusato. È ovvio, però, che i soldi pubblici non devono essere spesi per cene e viaggi personali». Il consiglio comunale di Ivrea scenderà da 20 a 16 consiglieri con un risparmio economico risibile. Cosa pensa di questo taglio alla politica? «I tagli alla democrazia non vanno fatti. I consiglieri sono importanti per controllare chi amministra e portare all'attenzione del consiglio le istanze delle persone. Bisogna tagliare dove ci sono i veri sprechi. Non capisco la logica dei tagli in un consiglio comunale come il nostro, dove i consiglieri possono essere considerati quasi dei volontari». Nelle scorse settimane avete lanciato un bando pubblico per quella che sarà, in caso di vittoria, la giunta comunale 5 stelle. Come funziona? «Il bando è rivoluzionario perché oggi gli assessori vengono nominati dal sindaco, ma dopo le elezioni, sulla base degli equilibri tra i partiti. La nostra è una proposta di trasparenza. Il bando è pubblico, chiunque può inviare il suo curriculum. In base a questo, e dopo un colloquio, gli iscritti al M5S faranno una valutazione sulla base della preparazione e le motivazioni del candidato. Chiunque può avanzare la sua candidatura, non deve essere per forza iscritto al Movimento. È ovvio che l'ultima parola spetterà a me». Ivrea ha sempre avuto un ruolo di capofila su alcuni temi di più ampio respiro. Dai trasporti pubblici ai servizi socio-assistenziali, fino ad arrivare alle mense scolastiche sulle quali si pensa di fare un unico appalto. Si è parlato anche di Unione dei Comuni. Come immagina il ruolo di Ivrea per i prossimi cinque anni? «Nel nostro programma c'è l'agglomerazione dei Comuni. L'unione fa la forza e bisogna evitare i soliti campanilismi per raggiungere fini comuni. L'obiettivo è aumentare efficienza e ridurre i costi». L'estate scorsa una legge delega ha salvato il tribunale di Ivrea da una probabile soppressione, ampliandone i confini ai territori del chivassesse e ciriacese. Questo significherà, da metà settembre, che mezzo milioni di canavesani ruoteranno attorno a Ivrea per tutto quello che riguarda la giustizia. Il progetto è ancora in ballo e ancora si discute delle sedi. Come pensa di gestire questa rivoluzione che avrà un impatto sulla città? «Parliamo di cose che sono già in atto e vedremo come gestirle anche da un punto di vista della viabilità. Chiederemo una convenzione con Ativa per avere l'autostrada gratis ed evitare l'attraversamento della città. Stimiamo il costo di tale operazione in 1 milione all'anno». Il M5S ha parlato di aprire il Parlamento come una scatoletta di tonno in nome della trasparenza. Il consiglio comunale di Ivrea ha bisogno di un trattamento del genere? Se sì, quali sono state in questi 5 anni le vicende poco chiare? «A me non piace questa metafora. La necessità di rendere l'aula più trasparente è d'obbligo. Noi attivisti, già da tempo, mettiamo on line le riprese del consiglio comunale. Al momento il lavoro è a carico degli attivisti, ma se dovessimo vincere le elezioni sarà il Comune ad occuparsi del servizio. Sulla poca trasparenza ricordo il traforo del Crist. In quell'occasione abbiamo saputo all'ultimo momento quello che si andava a discutere. Chiederemo la pubblicazione almeno un mese prima dei documenti che il Consiglio deve approvare». In caso di elezione a sindaco di Ivrea, come Pierre Blasotta immagina i suoi primi 100 giorni? «Difficile immaginarli, sarà un'avventura. Punterò subito sulla democrazia diretta e partecipata, provvedimenti che non comportano costi aggiuntivi. Poi chiederò la modifica dello Statuto per dare ai cittadini la possibilità di esprimersi con i referendum. Penso a quello finanziario, previsto per quelle opere pubbliche che richiedono un investimento elevato. Ebbene prima di spendere soldi pubblici, gli investimenti vanno passati al vaglio del referendum che sarà vincolante». Cosa fare per favorire l'occupazione femminile? «Non farei una distinzione di genere. È un tema che riguarda trasversalmente uomini e donne. Il Comune sul lavoro ha le mani legate e io non voglio fare come gli altri politici che promettono miracoli. Noi pensavamo di realizzare un polo tecnologico, hardware e software, sul modello di Novacchio, Pisa. Dentro un polo un giovane imprenditore ha più possibilità di crescere». Nel programma parlate della Green card come di uno strumento che premi i cittadini che hanno comportamenti virtuosi in termini di raccolta rifiuti e consumi sostenibili. Ci spiega come potrebbe funzionare questa green card? «Pensiamo a una tessera attraverso la quale il cittadino viene premiato per i suoi comportamenti virtuosi. Differenziare i rifiuti, comprare i prodotti locali consentirà di acquistare dei punti che in un secondo momento saranno utili per avere incentivi fiscali. Il funzionamento è simile a quello delle monete complementari». Qual è la domanda ricorrente che gli elettori vi pongono in questi giorni? «Dove troveremo i soldi per fare quello che proponiamo. Ivrea ha un bilancio di 30 milioni all'anno, 180 milioni in un mandato. Noi non faremo grandi opere e sapremo risparmiare, tagliare gli sprechi e investire nei progetti giusti». Quali sono gli sprechi di Ivrea? «La passerella pedonale, il Movicentro. Con i tre milioni del ponte sulla Dora potremmo realizzare tutto il nostro programma. Sugli sprechi un altro esempio semplice: alcuni lampioni sono accesi di giorno e spenti di notte. L'asfalto delle strade non viene fatto come si deve, basta un po' di pioggia, come nei giorni scorsi, è si creano falle. I lavori fanno fatti eseguire con garanzie precise». Molti danno come possibile un ballottaggio Della Pepa-Blasotta. In questo caso voi pensate sia possibile un apparentamento? «Il Movimento corre da solo e non faremo apparentamenti. Pensiamo però che la parte più aperta della destra possa votarci. In questi giorni mi sono confrontato con gli altri candidati, ma non c'è contaminazione». Servizi sanitari. In ballo da mesi c'è una riorganizzazione della sanità a livello regionale dove a determinare le scelte è soprattutto l'esigenza di tagliare i costi. A Ivrea c'è stata una campagna importante per aprire il reparto di emodinamica, previsto nei piani da anni ma non aperto. Come pensa di difendere i servizi sanitari? «La sanità è di competenza della Regione e non voglio fare false promesse. Vigileremo con attenzione affinché il reparto di Emodinamica sia aperto» . Nel programma parlate dell'estensione della Ztl al Borghetto. Come intendete muovervi con i commercianti? «Gli studi dicono che dopo un'iniziale contrarietà, il commercio beneficia delle Ztl. In Borghetto c'è solo il transito delle auto, ma niente parcheggi. Noi pensiamo che un Borghetto pedonalizzato possa aiutare il commercianti. Detto questo, preciso che si tratta di una proposta e non di una imposizione. Facciamo una prova per uno e o due mesi e poi lasciamo scegliere agli eporediesi con un referendum». Il M5S si presenta come movimento antisistema. Lei crede che dopo il successo alle politiche, lei possa scardinare in città il duopolio Pd Pdl? «Fare scommesse sulle elzioni è difficile. A Parma abbiamo avuto un caso eclatante. La nostra impressione, sentendo la gente, è che ci sia voglia di un cambiamento radicale. Che questo si trasformi in voti è un altro discorso». L'accordo a livello nazionale Pd Pdl potrebbe avvantaggiarsi? «Credo di sì. I delusi del Pd sono tantissimi. Ma attenzione, in consiglio comunale destra e sinistra si sono comportati allo stesso modo quando si è trattato di bloccare provvedimenti sulla trasparenza».