Ganna fu il primo vincitore Merckx, 77 volte in rosa
Solo le due grandi guerre lo hanno fermato. Per il resto, dal 1909 il Giro d'Italia è una piacevole consuetudine che si sussegue anno dopo anno, portando tifo e passione sulle strade: appuntamento ora sportivo ma per lunghi anni legato anche alla storia sociale, e per alcuni versi anche politica, del Paese. In quella edizione pioneristica solo 49 atleti portarono a termine i 2.448 chilometri delle otto tappe previste. A trionfare fu un muratore lombardo, Luigi Ganna, cui andò in dote il ricco montepremi di 5.325 lire. Un Giro che è sempre stato l'arena privilegiata per le sfide tra i campioni del pedale, con la curiosa eccezione del 1924 quando, per diversi motivi, la corsa rosa fu boicottata dai campioni e gli organizzatori furono costretti a pagare corridori isolati per avere un plotone di partenti degno di questo nome. Italiani, si diceva, in caccia della maglia che cambia una vita e una carriera ma l'edizione del 1959 viene ricordata proprio perché nessuno dei nostri al via riuscì a indossare nemmeno per un giorno il simbolo del primato. Volendo andare a vedere chi è poi riuscito a conquistare il maggiore numero di volte la maglia rosa troviamo al comando, nemmeno avvicinabili, Eddy Merckx con 77 casacche e un altro simbolo di un'epoca, Alfredo Binda con 74. Alle spalle di questi due miti lo Sceriffo Francesco Moser con 58 maglie. Tra i corridori in attività il redivivivo Danilo Di Luca, al via a Napoli con la maglia della Vini Fantini ha 25 maglie rose in bacheca. Un primato, quello della cinquina di vittorie al Giro, diviso fra altre due leggende come Fausto Coppi e il belga Eddy Merckx. Per quanto riguarda i successi di tappa il record, con 42 vittorie, appartiene a Mario Cipollini. (g.t.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA