«Stop al consumo del suolo»
di Vincenzo Iorio wIVREA Il debutto alle elezioni politiche di febbraio ha fatto registrate un 4,4% alla Camera e un 3,8 al Senato. Ora Sel, il partito di Nichi Vendola che racchiude in se l'anima sociale e ambientalista della sinistra, si presenta alla comunali del 26 e 27 maggio appoggiando la candidatura a sindaco di Carlo Della Pepa. Paolo Dallan, 37 anni, assessore uscente alle Politiche sociali è con Vanda Bonardo la persona che ha tirato le fila di questa formazione politica. Ambiente e lavoro sono i due punti caratterizzanti del vostro programma. Andiamo nel concreto. «Partiamo dal piano regolato che ha bisogno di essere rivisto. Quando è stato varato prevedeva un ulteriore espansione sul piano abitativo e industriale. Oggi, la popolazione di Ivrea registra una contrazione. Non c'è più la necessità di costruire. Vogliamo ancorare il nostro Prg al piano territoriale di coordinamento della provincia di Torino, dove si pone un freno al consumo indiscriminato del suolo che negli ultimi decenni ha caratterizzato anche la nostra area». Qual è l'alternativa al consumo del suolo? «Abbiamo decine di capannoni vuoti sul territorio dell'Eporediese. Puntiamo sulle ristrutturazioni e sul riutilizzo degli edifici già esistenti. Di lavoro da fare in questo settore ce n'è tanto per le imprese locali. Non solo, vogliamo portare avanti quanto già intrapreso da questa giunta sul risparmio energetico, partendo proprio dagli edifici comunali». Monte Navale e nuovo ospedale di Ivrea, due opere che continuano a dividere la coalizione di centrosinistra. Qual è la vostra pozione? «Al di là delle risorse economiche che non ci sono, il traforo di Monte Navale è un'opera incompatibile con l'ambiente e inutile per i cittadini. Benefici per la collettività uguale a zero, giusto per essere chiari». Un'opera che però nel programma del sindaco è inserita, anche se si specifica che al momento va accantonata per mancanza di fondi. «È vero, ma come Sel abbiamo fatto inserire nel programma di coalizione il ricorso ai referendum consultivi in caso di grandi opere. Uno strumento che allarga la partecipazione dei cittadini ai processi decisionali e àncora la politica al sentire dei cittadini». Sempre e comunque contro le grandi opere? «Nessun pregiudizio ideologico su questi temi. Anzi, se c'è una grande opera di cui questo territorio ha bisogno è quella del raddoppio della tratta ferroviaria Aosta-Ivrea-Torino. Una grande opera che auspichiamo e di cui il territorio ha bisogno. La lentezza dei trasporti con il capoluogo piemontese impoverisce il territorio e spinge molti eporediesi ad andare a vivere a Torino pur di non affrontare viaggi estenuanti o costosi, come quello in autostrada, dove il pedaggio per tratta è arrivato a 4,50 euro». Come si coniuga l'azzeramento dei fondi destinati ai Comuni per le politiche sociali con la crescita della disoccupazione? «In questi anni Ivrea ha aumentato il suo contributo economico destinato al Consorzio In.re.te e ha proseguito a investire risorse per aiutare le famiglie a pagare l'affitto di casa e il riscaldamento. Ma c'è un aspetto che non va sottovalutato: la crisi e la globalizzazione hanno prodotto nuove povertà che non sempre i servizi sociali del Comune riescono ad intercettare. Questo è un settore nel quale, compatibilmente con le risorse a disposizione, bisogna continuare a investire più di prima». Cosa può fare di più il Comune? «Bisogna fare uno sforzo maggiore per creare una rete stabile di collaborazione tra i servizi sociali e i servizi sanitari come il Sert e la psichiatria». @viniorio ©RIPRODUZIONE RISERVATA