Via Sant'Ulderico e canton Ferrero, dove emergono problemi antichi

IVREA Il giorno dopo il nubifragio, in via San Ulderico fino al piazzale del Lidl non è ancora tornata alla normalità. E così è anche nella zona in fondo a canton Ferrero, dove è esploso un tratto di fognatura che ha allagato di liquami maleodoranti l'abitazione di Laura Ferreri. In entrambi i casi si tratta di emergenze che vanno oltre il problema visibile oggi di strade, garages, tombini e cantine allagate, con danni (solo per le case) che superano i 30 mila euro, ma portano a galla vecchi problemi irrisolti. «Il fatto veramente grave – attacca Laura Ferreri – è che un caso analogo a casa mia si era già verificato due anni fa, ad agosto, in occasione di un altro violento nubifragio. Anche allora la fognatura, che per circa 500 metri corre nel prato adiacente la mia casa, era saltata con i liquami che avevano invaso tutto. Sia la Smat che il Comune mi avevano detto che quel tratto fognario sarebbe stato chiuso nel giro di un paio di mesi. Ma io non ho più visto nessuno. Ed ora è capitato di nuovo. Sembrava un'esplosione con spruzzi alti diversi metri. Poi i liquami sono entrati nelle cantine e nel garage dove mio figlio, che fa il restauratore aveva i suoi mobili d'antiquariato da sistemare. Ora in pratica sono da buttare. Alcune galline che erano nel pollaio sono morte annegate. Ho subito avvisato i vigili urbani, l'ufficio tecnico e la polizia. Ma gli unici ad intervenire sono stati i poliziotti che hanno fatto un sopralluogo e redatto un verbale. Non è possibile continuare a vivere in questo modo». Grave anche la situazione in via San Ulderico. «Viviamo in una delle zone più bella della città – spiega Cristiano Pronesti – che però ogni qualvolta si scatena un temporale si trasforma in un acquitrino. L'acqua piovana che scivola giù lungo via San Ulderico confluisce in un canale che scorre per un tratto a cielo aperto fino all'incrocio con la circonvallazione. Il canale esonda, come se fosse un piccolo torrente, allagando tutto il piazzale di parte dell'area mercatale. Un problema che va avanti da 30 anni senza che il Comune abbia mai pensato ad una soluzione». La situazione la conosce ancora meglio Claudia Donna. «Sabato pomeriggio ci è sembrato di rivivere l'alluvione dell'ottobre del 2000 – racconta – quando tutta questa zona fu allagata. Forse non tutti sanno che dove ora c'è il piazzale dell'area mercatale c'era un lago che subì un fenomeno di eutrofizzazione. Sulla palude bonificata venne realizzato il piazzale». Lydia Massia