Montalto, paese in ginocchio

MONTALTO DORA Montalto Dora è stato uno dei centri messi in ginocchio dal nubifragio che sabato pomeriggio si è abbattuto sull'eporediese. Le strade principali del paese si sono trasformate in pochi minuti in un torrente in piena che ha trascinato con sé fango, rami e detriti, allagando negozi, abitazioni e scantinati. «Abbiamo visto il livello dell'acqua salire velocemente – racconta Valter Gatto, titolare dell'oreficeria di via Guglielmo Marconi – e in men che non si dica ci siamo ritrovati con il negozio inondato». Fa eco il padre Dante: «La via era completamente allagata, le macchine parcheggiate a bordo strada semisommerse. Abbiamo cercato di liberare i tombini che tracimavano ma non è valso a nulla». Negli stessi istanti, pochi metri più in là, all'angolo con via Mazzini, Romina Volpe, titolare del Caffè del Corso, cercava freneticamente di salvare la merce dal fango. «Nel giro di qualche minuto ha cominciato a piovere a dirotto e in un attimo non c'era più la strada ma un fiume in piena. Ho avuto giusto il tempo di alzare un plico di documenti, il computer e la stampante quando il pavimento è stato invaso dall'acqua. È stata un'esperienza orribile». Momenti di tensione e paura accompagnati dalle sirene dei mezzi dei vigili del fuoco e della Protezione civile, allertati fin dal primo pomeriggio di sabato. «Eravamo già in sede – ha spiegato Francesco Migliaccio, assessore e responsabile del gruppo - quando è scoppiata quella che definerei una bomba d'acqua che dalla collina del castello si è riversata nella via Casana, strada che collega il paese al maniero, e in quella che conduce al lago Pistono. Da qui l'acqua ha invaso via Chiaverotti, via Balla, via Vallese e via Mazzini fino a raggiungere via Marconi, parallela alla statale 26». I volontari, circa una ventina, hanno lavorato tutta la notte di sabato e ieri fino a pomeriggio inoltrato per ripristinare i collegamenti con la zona collinare, pulire le strade e svuotare gli scantinati allagati. La situazione più critica ha riguardato proprio la strada che porta al castello, spazzata via per un tratto di circa 100 metri: ciottoli, ghiaia e detriti sono stati spinti nella parte bassa del paese. «Nei prossimi giorni – ha dichiarato il sindaco Renzo Galletto - effettueremo una stima precisa dei danni. Ritengo che approssimativamente superino i centomila euro. Ieri mattina, d'accordo con i colleghi dei Comuni più colpiti dal nubifragio, Pavone, Ivrea, Borgofranco, Nomaglio, Settimo Vittone e Andrate, ho richiesto lo stato di calamità». Galletto respinge fermamente le critiche di alcuni cittadini che hanno denunciato una scarsa attenzione nella pulizia dei tombini e assicura che il sistema di monitoraggio ha funzionato. «Contro l'eccezionalità dell'evento - dice - non si è potuto fare nulla. Si è trattato di un nubifragio che ha portato il livello dell'acqua a ottanta centimetri in un lasso di tempo brevissimo. Le attività emergenziali sono partite subito ed è stato fatto tutto il possibile per limitare i disagi». Paola Principe ©RIPRODUZIONE RISERVATA