Belmonte, dopo gli incendi le polemiche
Sono state davvero provvidenziali le abbondanti piogge del fine settimana per spegnere gli ultimi focolai di incendio di origine dolosa che hanno devastato l'area protetta del Sacro monte di Belmonte. Ancora nella giornata di venerdì, a ridosso dell'ora di pranzo, era stato nuovamente richiesto l'intervento dei mezzi di soccorso, da terra e dal cielo, per un focolaio segnalato nella zona della Croce degli Alpini. Ora, passata la fase più critica dell'emergenza si potrà procedere alla conta dei danni che, da una prima sommaria stima, paiono davvero pesanti con circa una cinquantina di ettari della parte boschiva più bella andati letteralmente in fumo. Nella serata di venerdì, nonostante la pioggia e l'acre odore di fumo che ancora impregnava l'aria, dalla piazza antistante la chiesa parrocchiale di Valperga, diretti alla volta del santuario mariano, si sono dati appuntamento i giovani (ma non solo) delle 80 parrocchie del distretto Nord dell'Arcidiocesi di Torino che hanno partecipato alla route notturna "Vivi 4x4", un appuntamento per vegliare e camminare insieme in preghiera per le vocazioni. Lungo l'erta pedonale del rosario, fino a poche ore prima interessata da un vasto fronte di incendio, sono risuonati canti, preghiere e le testimonianze di una famiglia giovane, di un seminarista, di una suora e di un convertito ex Testimone di Geova. La veglia si è conclusa in santuario con l'adorazione eucaristica. (c.c.) VALPERGA Anche il violento incendio che ha devastato l'area della riserva naturale speciale del Sacro monte di Belmonte diventa il pretesto per alimentare le polemiche tra la maggioranza e la minoranza a Valperga, Comune al quale spetta la giurisdizione amministrativa sul santuario. Oggetto della diatriba tra il capogruppo di "Insieme per Valperga", Mauro Giubellini, ed il sindaco, Davide Brunasso, è il blocco in cemento posizionato sulla strada tra le borgate Riborgo e Piandane per impedire il transito ai veicoli nel tratto di carreggiata franato in seguito ai nubifragi dell'estate 2011 che avrebbe ostacolato il passaggio dei mezzi di soccorso. «Questa emergenza ha fatto riaffiorare un problema irrisolto - rimarca Giubellini -. Da un anno esatto, con scadenza puntuale, ho fatto presente che la soluzione ideata è, eufemisticamente, cervellotica ed assurda. Al di là della banale polemica al grido "si sperperano soldi pubblici per le clientele elettorali e poi non si trovano per gli interventi importanti", quello che vorrei sottolineare è un episodio allucinante. I mezzi dei Vigili del fuoco accorsi per domare il rogo sono rimasti intrappolati perché non sapevano del "gianduiotto" che bloccava la strada. Mi domando cosa sarebbe successo se l'emergenza avesse riguardato dei feriti e dov'erano i responsabili del Comune. Brunasso brilla per la sua assenza». «Dal pomeriggio di mercoledì ho presidiato il territorio e verificato di persona costantemente la situazione in contatto con le forze dell'ordine - replica il primo cittadino -, mentre la minoranza non perde l'occasione di insultare e speculare su una vicenda che si configura come un vero e proprio atto di terrorismo ambientale anziché gridare al disastro e rammaricarsi dei danni per il nostro territorio. Giubellini non ha il coraggio di prendere le distanze e condannare con una sola parola i colpevoli ma preferisce prendersela con il sindaco. Sono comunque fiducioso per le indagini. Gli inquirenti sono al lavoro già da mercoledì e credo abbiano elementi importanti per poter individuare i responsabili». «La chiusura della strada è fatta per tutelare l'incolumità delle persone, ancora in questi mesi si è allargata la frana a monte e a valle- aggiunge Brunasso -. Come già detto in consiglio comunale, i lavori stimati ammontano a circa 60mila euro. A gennaio, abbiamo chiesto al Comune di Pertusio se fosse interessato a intervenire anche in parte per la copertura delle spese. La strada, infatti, è percorsa prevalentemente da cittadini pertusiesi. L'abitato di Valperga termina a valle 100 metri prima. La Regione, dal canto suo, dopo la nostra richiesta del luglio 2011 ha previsto un contributo di 40mila euro, ma a marzo 2013 non era ancora finanziato». Chiara Cortese ©RIPRODUZIONE RISERVATA