Le cose che si possono fare subito Lettera aperta ai candidati

Riceviamo e pubblichiamo questa lettera aperta rivolta ai candidati sindaci. Le prossime elezioni saranno decisive per il futuro di Ivrea e del Canavese, e sempre più importante appare la definizione di una strategia per il territorio. L'amministrazione in carica, pur con le tante cose positive fatte, non è riuscita ad affrontare molti temi sul tappeto, dimostrando una scarsa capacità di decisione anche su progetti espliciti condivisi. Ecco perché un dibattito sui punti nodali per il nostro futuro da parte di chi si candida alla guida della città sarà quanto mai utile se porterà a impegni precisi sulle cose da fare. Il rilancio Ivrea ed il Canavese hanno sperimentato in passato un ruolo nazionale ed internazionale di rilievo. Si tratta di cogliere l'attualità e la modernità di una grande avventura dell'uomo, ancora oggi ricordata in tutto il mondo e di recuperarne i valori, di documentarla e di consegnarla alla società moderna e ai giovani di oggi per farne una esperienza viva, capace di mobilitare risorse e di attirare interessi e lavoro. Il progetto della Fabbrica della cultura risponde proprio a questo obiettivo. Sono ormai passati quattro anni dalla sua formulazione e nulla di concreto è accaduto, sprecando così una grande opportunità per la città e per il territorio. Patrimonio dell'umanità La candidatura Unesco di Ivrea città industriale del XX secolo, una grande idea positiva, è un altro percorso da perseguire con determinazione, iniziando con il farlo diventare davvero una iniziativa di tutto il territorio e di tutti i cittadini, cosa sino ad ora non avvenuta. Il progetto della Fabbrica della cultura ne può costituire un riferimento importante quale punto di sintesi di idee, testimonianze, iniziative, progetti che riguardano il territorio e la sua storia. Borgo di fascino Pare evidente come queste due iniziative possano costituire il collante, insieme alle molte altre che caratterizzano il territorio, per un rinnovato progetto di turismo in canavese, che possa coniugare bellezze naturali, beni artistici, manifestazioni tipiche, enogastronomia locale e qualità complessiva con elementi di spicco internazionale. La domanda culturale Già oggi l'offerta è di grande rilevanza. Si tratta di fare gli investimenti giusti e creare le condizioni per un ulteriore salto di qualità. Per citare due esempi, cosa occorre e cosa si deve investire per far diventare l'Open Jazz Festival di Ivrea l'Umbria Jazz del Canavese? Le premesse ci sono davvero tutte. Per l'Orchestra Giovanile del Piemonte poi aggettivi e proposte si sprecherebbero. Un altro pezzo del sistema di cui sopra e un fattore di sviluppo per tutto il territorio. Forse la creazione di una comunità della cultura e del turismo del Canavese potrebbe aiutare l'avvio dei progetti che servono. La nuova città Due aree richiedono interventi urgenti di ristrutturazione. L'area di San Lorenzo (ex Elea, Agenzia delle Entrate, liceo musicale), area centrale di grande pregio del tutto disastrata. Esiste un progetto per un quartiere completamente autosufficiente che guarda al futuro, con aree pubbliche di pregio (anfiteatro all'aperto), e finalmente con una soluzione adeguata per il liceo musicale e relativo Auditorium. L'amministrazione condivide il progetto ma si rischia di perdere tempo e qualche pezzo per strada. L'area di via Jervis, in collegamento con il progetto della Fabbrica della Cultura, ma anche con il possibile ridisegno della parte oggi di competenza delle Ferrovie dello Stato e la valorizzazione in atto del nuovo quartiere ex Montefibre. Infrastrutture Un punto dolente da troppi anni: la ferrovia. Resta purtroppo del tutto irrisolto (e neppure pianificato) il nodo del collegamento con Torino-Aosta-Milano, cioè la "nostra" indispensabile ferrovia. Ormai da 15 anni questa ferrovia fa parte del sistema nazionale, ma viene considerata meno che una ferrovia locale. Risorse e alleanze È accettabile che Torino dreni praticamente tutte le iniziative innovative e le risorse relative? Si spendono miliardi di euro per il passante ferroviario e per la metropolitana, o per la ristrutturazione della Officine Grandi Riparazioni, di per sé ovviamente opere meritorie, e non si affrontano parallelamente i nodi esistenziali per alcuni territori della provincia, di cui si teorizza il declino? Forse perché il bacino elettorale di Torino è ben più grande e decisivo di quello del Canavese? Crediamo che il problema vada sollevato con forza, anche in prospettiva di una possibile Torino Città Metropolitana. Infine crediamo che servano alleanze forti, per portare avanti questi progetti. Innanzi tutto una alleanza estesa pubblico – privato, per la quale occorrerebbe definire nuove modalità e strumenti. Poi una alleanza su nuove basi, esplicite e condivise, con Torino e Aosta. Il Canavese può diventare la seconda cintura di pregio del torinese, a patto che ci siano insediamenti utili allo scopo e una politica di qualità sull'uso del territorio, e l'alleato naturale di Aosta verso la pianura, a patto che ci siano scambi più strutturati e utili a entrambi. Su questi punti un dibattito che promuova la partecipazione e l'apporto di idee costruttive sarà davvero utile al disegno del nostro futuro e agli impegni concreti che questo richiede. Giorgio Panattoni (già deputato dei Ds)