Per i piccoli negozi il futuro è nei servizi «Orari da allungare»
di Claudio Cuccurullo wIVREA Puntare sulla qualità per sopravvivere. È il suggerimento ai piccoli negozi che si legge tra le righe dell'indagine che ha coinvolto il Distretto commerciale dell'eporediese. I risultati dello studio sono stati presentati ieri in tarda serata nella sala consiliare del Comune di Ivrea. È un'indagine sulle abitudini e i comportamenti d'acquisto dei clienti del sistema di offerta commerciale localizzato nei Comuni appartenenti al Distretto commerciale dell'Eporediese. La ricerca ha quindi interessato i 12 centri del Distretto (Ivrea, Banchette, Montalto, Pavone, Albiano, Bollengo, Burolo, Cascinette, Chiaverano, Fiorano, Salerano e Samone) per un totale di quasi 47.000 abitanti. Dalla ricerca emerge che nell'ultimo decennio la popolazione è aumentata (+2,2%), ma meno di quanto accaduto nell'intera provincia di Torino. Inoltre, sempre paragonandolo alla provincia di Torino, nel distretto eporediese è più alta la percentuale di persone anziane. La ricerca evidenzia il fatto che tra negozi di varia dimensione si sia raggiunto un certo equilibrio. Si segnala che i negozi del distretto sono potenzialmente in grado di attrarre persone anche da zone limitrofe, in particolare da Borgofranco, Strambino e Romano ma anche (seppure in percentuale minore) dalla Valle d'Aosta. I piccoli negozi (cosiddetti di vicinato) hanno quindi margini per poter continuare ad esistere o addirittura crescere. Devono però puntare su due elementi fondamentali: da un lato tenere alta la qualità e offrire servizi (particolarmente graditi proprio alla popolazione più anziana: ad esempio quelli di trasporto a domicilio), dall'altro sapere comunicare meglio, in pratica pubblicizzare in maniera più efficace quello che sono in grado di offrire. «I risultati di questa ricerca possono essere un buono strumento di conoscenza del territorio – dice Elisabetta Ballurio, assessore al commercio del Comune di Ivrea – e li mettiamo a disposizione di tutti gli operatori commerciali». Un ruolo chiave per la crescita del piccolo commercio potrebbero averlo gli orari di apertura? «Sì, senza restare sempre aperti, ma tenendo conto che le esigenze lavorative hanno modificato le abitudini delle persone. Si potrebbero spostare in avanti gli orari di chiusura, anche se di poco, soprattutto nella bella stagione. Credo aiuterebbe molto. È poi interessante notare che i clienti riconoscono un alto standard di qualità e servizi al piccolo commercio. Un altro dato che mi ha confortato è che l'attuale offerta commerciale tra piccola e media distribuzione ha un suo equilibrio, che è sconsigliato variare». @CCuccurullo ©RIPRODUZIONE RISERVATA