«Opere per 20 milioni a favore delle aziende»

di Vincenzo Iorio wIVREA Nel tracciare un bilancio, politico e amministrativo, della giunta guidata da Carlo Della Pepa, non si può partire che dalla stretta attualità. Per la prima volta Ivrea e l'Eporediese sono entrati in un'inchiesta giudiziaria sulla 'ndrangheta. Il collaboratore di giustizia Antonio Forastefano, detto "u diavolu", 42 anni, boss della sibaritide, ha raccontato di essere stato ospitato due anni fa in una casa di riposo vicino a Ivrea. Non solo, "u diavolu", che in quel periodo era ricercato, ha raccontato di essere arrivato sotto le rosse torri per riscuotere un credito per conto di un imprenditore locale e di aver investito capitali illeciti della 'ndrangheta in strutture sanitarie. «L'attenzione deve essere sempre alta. È un errore pensare di essere al riparo da infiltrazioni mafiose. Fondamentale, per un'amministrazione comunale, è tenere lontane queste persone dagli appalti, non giocare sul massimo ribasso, ma guardare anche alla qualità dei lavori da eseguire». Sindaco, prima di elencare le cose fatte, qual è il suo più grande rammarico? «Senza dubbio quello di non essere riuscito a portare a termine la nuova biblioteca. Siamo fermi al progetto preliminare. Da una parte ha giocato la rivisitazione del progetto iniziale, a causa degli scavi archeologici, dall'altra non siamo riusciti a dare un impulso maggiore all'iter. Avrei voluto anche fare di più per tutelare il patrimonio architettonico olivettiano sull'asse di via Jervis». Dal 2008 il mondo è cambiato, lo stato sociale sta subendo duri contraccolpi. «Agire in questo contesto non è stato facile, eppure di risultati ne abbiamo ottenuti. Siamo riusciti a ridurre di 6 milioni il debito della città, passato in questi anni da 25 a 19 milioni. Abbiamo ridotto la spesa del personale, tutelando i dipendenti comunali che, nonostante il patto di stabilità, siamo riusciti a mantenere a quota 174. Soprattutto abbiamo mantenuto stabile la spesa corrente. Aggiungo che, al momento del nostro insediamento, abbiamo dovuto farci carico del mutuo dello stadio Pistoni». Ivrea può vantare l'appartenenza al club del 147 comuni virtuosi. «Non solo, siamo tra i pochissimi a pagare regolarmente i fornitori entro 30 giorni. Davvero poche quelle aziende che sono state pagate in 60 giorni. In questo quadro di tagli e impoverimento, noi siamo riusciti a fare investimenti per 20 milioni di euro, sostenendo in questo modo l'economia locale. Le aziende che hanno lavorato con noi appartengono per lo più alla provincia di Torino o al Piemonte. Le tasse comunali non sono state aumentate, così come i costi dei servi offerti». Non rischia di essere un bilancio troppo ragionieristico? «I conti in regola sono importanti, perché quando ci sarà la ripresa Ivrea partirà avvantaggiata rispetto ad altre realtà. Voglio ricordare che a causa del patto di stabilità abbiamo 10 milioni di investimenti fermi». Dove sono finiti i 20 milioni di investimenti? «Alcuni esempi. Tre milioni e mezzo nella manutenzione di strade, marciapiedi e piazze; 3 milioni per la passerella pedonale; 1,2 negli edifici scolastici. Quattrocentomila sono stati utilizzati per le piste ciclabili e mezzo milione per le aree ecologiche interrati, parchi gioco e verde pubblico. Credo che Ivrea oggi sia più bella rispetto a cinque anni fa». Alle elezioni il suo principale avversario rischia di non essere il centrodestra, ma il Movimento 5 Stelle. Il loro cavallo di battaglia è la trasparenza. Cosa ne pensa? «Ricordo che dal secondo consiglio comunale in poi, le sedute possono essere ascoltate dal sito del Comune. Subito dopo, abbiamo dato agli attivisti del M5S la possibilità di riprendere in diretta tutte le sedute. Sulla trasparenza e l'innovazione questa amministrazione ha poco da farsi rimproverare. Abbiamo messo tutto on line, dalle opere pubbliche ai compensi, dal piano regolatore alle delibere. Il nuovo sito internet è interattivo, i cittadini ricevono risposte in tempo reale con sms, facebook e twitter. Abbiamo concesso a molti quartieri della città di accedere gratuitamente al wi-fi per due ore al giorno». Qual è il suo stipendio da sindaco? «Percepisco 1.040 euro netti al mese. Il costo totale della politica eporediese si aggira sui 140mila euro all'anno». Il momento più difficile? «Quando ci siamo trovati davanti al rischio, concreto, di vedere smantellati i servizi sociali. Per noi la crisi non poteva ricadere sempre e solo sui più deboli. In questo quadro si inserisce la nostra battaglia, vinta, per la difesa del tribunale. Ho lottato con tutto me stesso per la costruzione del poliambulatorio. Attendo ancora la convocazione della conferenza dei servizi». Cinque anni fa, in campagna elettorale, aveva puntato sulla parola qualità. I suoi avversari sostengono che in questi anni Ivrea è peggiorata. Secondo lei? «La qualità c'è stata nell'erogazione dei servizi sociali, nonostante i tagli. Abbiamo aiutato le persone con bandi per sostenere le spese dell'affitto e del riscaldamento. Abbiamo migliorato e ampliato il numero di alloggi popolari: 24 a Torre Balfredo e 20 a San Giovanni. Con il depuratore di Torre Balfredo, che servirà 20 mila residenti, smetteremo di inquinare la Dora». @viniorio ©RIPRODUZIONE RISERVATA