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di Nicola Corda wROMA «Commissioni, commissioni!». Il grido del Movimento 5 Stelle alla Camera e al Senato va in scena con un'occupazione simbolica andata avanti fino a notte fonda. Con Beppe Grillo che dal suo Blog grida al "golpe dei partiti", i suoi parlamentari hanno portato avanti la protesta leggendo a oltranza gli articoli della Costituzione e i regolamenti. «I luoghi delle istituzioni come le aule parlamentari vanno rispettati», hanno scritto in serata in una nota congiunta i due presidenti Laura Boldrini e Pietro Grasso. «Sono il luogo del confronto democratico e della trasparenza. E il dialogo è sempre più utile del monologo anche quando viene declamata in solitario la Carta fondamentale della nostra Repubblica». Le commissioni permanenti sono la battaglia che il MoVimento sta cavalcando, mettendo in primo piano i lavori parlamentari e lasciando in disparte il Governo. E d'altra parte ieri sera Grillo è tornato a tuonare: nessuna alleanza, «la demolizione è iniziata, li manderemo a casa tutti». Ieri pomeriggio aveva già spiegato: «Il MoVimento 5 Stelle vuole un Parlamento in pieno esercizio da ora il Paese è al collasso e l'attività legislativa è bloccata. Commissioni subito o partiti commissariati». E nel mirino finisce anche la Commissione speciale varata per affrontare i provvedimenti urgenti sul fronte economico. Ieri, dopo che le due Conferenze dei capigruppo della Camera e del Senato avevano negato nuovamente l'insediamento delle commissioni permanenti, l'aula di Montecitorio ha votato un ampliamento dei poteri dell'organismo costituito in via temporanea. Già da oggi dovrà esaminare il decreto per il pagamento dei debiti della Pubblica amministrazione e il Documento di economia e Finanza che dovrà essere trasmesso a Bruxelles entro il 30 aprile. I 5 Stelle hanno chiesto il rinvio della seduta ma la richiesta non è passata. «Un'oligarchia al posto della democrazia» attacca duro Grillo, che accompagna il suo post con un fotomontaggio dove Bersani, Berlusconi e Monti appaiono con la divisa dei colonnelli greci del golpe del 1967. Attacchi che gli altri partiti respingono con fermezza. Per il capogruppo del Pd al Senato, Zanda, «l'occupazione dell'aula non è democratica» e il comportamento dei 5 Stelle «non è corretto secondo i regolamenti parlamentari: la conferenza dei capigruppo ha deciso a larga maggioranza e c'è una commissione speciale che sta lavorando». La tesi è quella che in assenza di un Governo senza la fiducia dal nuovo Parlamento, sia impossibile individuare maggioranza e opposizione, eleggere i presidenti e indicare il rappresentante dell'esecutivo in ognuna delle 14 commissioni permanenti. Ma i grillini contestano queste argomentazioni e chiedono che sia la giunta per il regolamento a prendere una decisione. Una posizione che sarebbe appoggiata anche da Sinistra ecologia e Libertà che però nulla può fare per convincere Pd, Pdl e Lega. «Facciamo pure le commissioni, io non sono contrario, dopodiché senza Governo cosa ne facciamo?», chiede Bersani, incalzato dalla componente dei renziani che non è ostile alla richiesta. Per non lasciare spazi alla polemica ingaggiata dai parlamentari grillini, il Pd oggi indicherà ai presidenti delle Camere i suoi componenti. Il MoVimento va anche alla carica della delicata faccenda delle incompatibilità chiedendo l'immediata convocazione della Giunta per le elezioni. Si tratta dell'organismo che all'inizio della legislatura stabilisce la regolarità dell'assegnazione dei seggi parlamentari. Ancora non sono scaduti i termini per le opzioni ma sono una cinquantina quelli che hanno doppi o tripli incarichi non consentiti dalla legge e che devono decidere se restare a Montecitorio o Palazzo Madama. Una richiesta dietro alla quale si nasconde il vero obiettivo dei 5 Stelle: un voto sull'ineleggibilità di Berlusconi con l'obiettivo di spaccare il Pd. ©RIPRODUZIONE RISERVATA