Eternit, storia di un disastro
IVREA Non è vero che la gente non voglia riflettere e che la tendenza sia evitare l'approfondimento e l'impegno. Lo si è compreso lo scorso lunedì, quando Rita Ballarati ha convertito il tradizionale "Aperitivo con l'attore" nell'incontro "Polvere o mala polvere", all'Oratorio San Giuseppe, al quale sono intervenuti, oltre al sindaco, l'attrice Laura Curino, che la sera ha fornito al pubblico un'eccellente prova di sè sul palcoscenico del Giacosa, Bruno Pesce, ex sindacalista ed esponente dell'Associazione Familiari e Vittime Amianto (AFeVA), e Maria Assunta Prato, moglie di Paolo Ferraris, amministratore attento e impegnato per il futuro di Casale e del Monferrato e vittima dell'amianto. All'incontro, infatti sono intervenute circa duecento persone che per quasi due ore hanno ascoltato con attenzione, dolore e soprattutto condivisione di sentimento, la storia terribile di una comunità annientata dall'amianto e la sua strenua lotta per costruirsi un futuro, culminata nella recente sentenza di Torino che ha visto condannare i proprietari dell'Eternit per "disastro ambientale doloso permanente". «Una novità assoluta su scala mondiale, il processo Eternit – ha rimarcato Pesce – che ha segnato una svolta di rilievo internazionale, con la storica sentenza del 13 febbraio scorso». «La spinta che ci ha mossi – ha aggiunto Assunta Prato Ferraris - è stata la consapevolezza di essere stati vittime di un'ingiustizia assurda in nome dei soldi. E il fatto che nei due terzi dei paesi del mondo si continuino a dire le stesse cose che venivano dette vent'anni fa a Casale e che ancora oggi vengano estratti e venduti due milioni di tonnellate di amianto». Un racconto sofferto, quello narrato nei minimi dettagli, ma che oggi deve tradursi in un nuovo inizio: è per questo che Assunta Prato invita insegnanti ed educatori a contattare le associazioni di Casale per organizzare anche nelle scuole eporediesi di ogni ordine e grado seminari informativi, scambi culturali e incontri di testimonianza per rendere i giovani più consapevoli di pericoli e responsabilità. Il racconto degli amici di Casale è una base solida su cui si sta costruendo un nuovo futuro sul quale non si abbasserà mai la guardia. Lo stesso spettacolo della Curino, ancora più brava del solito, se possibile, è andato infatti in questa direzione. Non era semplice raccontare dei veleni in cambio di prosperità economica, delle fatiche e dei disagi al limite dell'umano in cambio di salari decorosi, fino all'assurdo scambio di malattia in cambio di "benessere". Laura lo ha fatto con grande sensibilità e finezza. Lo aveva presentato, lo scorso ottobre, definendolo «una storia di rabbia e d'amore. Amore per la vita di tutti. Dove lo spazio non è però solo per il veleno, ma anche per l'antidoto che si traduce in una ritrovata coscienza, in una consapevolezza che si fa sostegno verso chi opera perchè sia fatta giustizia e perchè non si abbassi la guardia». Un invito rivolto a tutti. Franco Farnè GUARDA LA FOTOGALLERY E I VIDEO WWW.LASENTINELLA.IT