Capriolo sbranato, si teme un lupo

TRAVERSELLA Prima l'avvistamento da parte di un gruppo di cacciatori impegnati in una battuta al cinghiale in località "Cimetta", poco sopra Succinto, frazione del Comune di Traversella, poi la carcassa di un capriolo adulto sbranato, rinvenuta nei pressi dell'Alpe Bec, nel comprensorio Palit, fanno pensare che il lupo sia tornato a fare la sua comparsa anche in Valchiusella. Sono stati due sciatori valligiani impegnati il lunedì di Pasquetta in un'escursione sci alpinistica, con meta proprio Punta Palit, ad imbattersi nei resti di un capriolo. «L'animale, o meglio, i suoi resti, si trovavano in un tornante della stradina che sale da Vaudanza - raccontano - . Sulla neve, tracce di sangue. Durante la discesa, poi, abbiamo notato che la carcassa era stata fatta rotolare da qualcuno lungo la scarpata. Non è azzardato pensare che possa essere stato un lupo a sbranare l'ungulato». Sempre in Valchiusella, nell'estate del 2006, un esemplare di "canis lupus" era stato avvistato da un margaro, in un alpeggio sopra Fondo. In quell'occasione, l'animale aveva ingaggiato una furibonda lotta con il cane dell'uomo. «Era a poche decine di metri da me, sono dunque sicuro che si trattasse di un lupo. E se non avessi chiamato a me il cane, quella bestiaccia me lo avrebbe sbranato» spiegò il margaro. In valle, l'ultimo esemplare venne abbattuto verso la fine dell'800 da cacciatori nei presso dell'Alpe Giasvere, poco lontano dall'attuale Osservatorio Faunistico. E si racconta che in quegli anni, nelle borgate dell'alta valle, allora abitate anche d'inverno, capitasse che in presenza di grosse nevicate gli uomini proteggessero con il fucile dai lupi affamati, le donne impegnate a lavare i panni alle fontane dei villaggi. Giacomo Grosso ©RIPRODUZIONE RISERVATA