Atleta olimpionico a processo per atti osceni in pizzeria
IVREA Si avvicina la sentenza per l'atleta olimpionico canavesano Marco Lingua, 35 anni, di Chivasso, accusato di atti osceni in luogo pubblico. Ieri il lanciatore di martello (ha partecipato alle Olimpiadi di Pechino del 2008), difeso dall'avvocato Leo Davoli, è comparso nuovamente davanti al giudice Marianna Tiseo che ha ascoltato l'ultimo dei testimoni della lista. A deporre è stato chiamato Silvio Data, 52 anni, di Mazzè, titolare all'epoca dei fatti del bar pizzeria "Trenta denari" della frazione Tonengo di Mazzè, dove si sarebbe svolto l'episodio. Era la sera del 17 novembre 2008, l'atleta si trovava in compagnia di un gruppo di persone in pizzeria. «L'ora era tarda e il locale era oramai deserto - ha riferito il proprietario -. Erano rimasti solo alcuni amici tra i quali il Lingua e un paio di ragazze. L'atmosfera era allegra e giocosa, ho visto il ragazzo che ballava sul tavolo, ma aveva i vestiti addosso». Quello che, invece, l'accusa contesta è che l'imputato sarebbe salito sui tavoli ed avrebbe inscenato uno spogliarello davanti ai presenti, alcuni dei quali non avrebbero gradito lo spettacolo denunciando alla fine l'episodio alle forze dell'ordine. Il reato che si prefigura, infatti, è quello di atti osceni in un luogo pubblico, ma il difesa mira a dimostrare come Lingua non si sarebbe spogliato completamente e che, in quel momento nel locale, seppur aperto al pubblico, erano presenti pochi intimi conoscenti del titolare. Il processo è stato rinviato al 31 ottobre per discussione e sentenza. (val.gro.)