«Io, boss, ospitato in una casa di riposo»
di Vincenzo Iorio wIVREA Era l'unica zona rimasta fuori dall'inchiesta Minotauro, la maxi operazione che quasi due anni fa aveva decapitato i vertici della 'ndrangheta piemontese con centinaia di arresti. Era. Perché ora c'è un nuovo collaboratore di giustizia che ha raccontato al suo avvocato e ai magistrati di essere stato ospitato in una casa di riposo, a pochi chilometri da Ivrea, quando era ricercato. Il suo nome è Antonio Forastefano, 42 anni, originario di Cassano Jonio, provincia di Cosenza, meglio conosciuto come "u diavolu", una sfilza di omicidi alle spalle e un'assoluzione in Cassazione. Insieme al fratello Vincenzo è considerato dagli inquirenti il boss incontrastato di tutta la sibaritide. Un paio di anni fa l'uomo tenta il salto di qualità. Vuole ampliare il suo giro di affari nel nord Italia. Sbarca a Torino e conosce avvocati, professionisti, uomini di affari, broker, su cui ora i magistrati stanno indagando. Intreccia relazioni importanti ed elargisce allo stesso tempo favori. In cambio riceve protezione, ospitate in alberghi di lusso e donne. Al suo legale, l'avvocato Loredana Gemelli, racconta che un paio di anni fa un medico di Ivrea lo avvicina per chiedergli un favore. Ha bisogno di riscuotere un debito da una persona che prende tempo. Forastefano, sempre secondo il suo racconto ripetuto davanti ai magistrati della Direzione distrettuale antimafia di Torino, si sarebbe messo a disposizione di questo professionista.In cambio, avrebbe ricevuto ospitalità nella casa di cura che il medico eporediese gestisce. Il sospetto degli inquirenti è che in questa struttura sanitaria, a pochi chilometri da Ivrea, negli anni passati possano aver trovato rifugio, sotto falso nome, anche altri boss della 'ndrangheta durante la loro latitanza. Ma il racconto di Forastefano non si esaurisce qui. Nel vuotare il sacco, l'uomo ha parlato anche di ingenti capitali della 'ndrangheta investiti nelle strutture sanitarie del Piemonte. Riciclaggio di denaro sporco che il boss della sibaritide sapeva come far fruttare. Nella zona di Ivrea, "u diavolu" viene per riscuotere un debito per conto del medico. È un affare che vuole sbrigare di persona, senza passare attraverso i suoi picciotti. L'affare è delicato. Vuole fare bella figura, accreditarsi, intuendo che da quel lavoro potrebbe arrivare in cambio un luogo sicuro dove nascondersi in caso di necessità. @viniorio ©RIPRODUZIONE RISERVATA