L'allarme di Legambiente sulle ecomafie
MONTANARO Venerdì 5 aprile a Ca' Mescarlin si è tenuto l'incontro Ecomafia – il ciclo dei rifiuti e la criminalità ambientale, organizzato da Legambiente con la collaborazione di Libera. La serata, che ha visto anche la partecipazione degli amministratori comunali, era uno degli appuntamenti organizzati in Piemonte per presentare il Rapporto Ecomafie 2012, redatto da Antonio Pergolizzi, coordinatore dell'Osservatorio nazionale ambiente e legalità di Legambiente: una panoramica sui problemi nazioni legati alla criminalità ambientale. «La criminalità - ha introdotto Fabio Dovana, presidente di Legambiente Piemonte e Valle d'Aosta – va dove c'è interesse economico e il settore ambientale è appetibile, dal settore delle attività estrattive al ciclo dei rifiuti. I dati del Piemonte sono preoccupanti: nel 2011 sono state rilevate 193 infrazioni per quello che riguarda il settore del cemento e 297 per i rifiuti. Chiediamo che ci sia un inasprimento delle pene». Pergolizzi nel suo approfondito intervento ha fornito una panoramica sul Rapporto che rappresenta lo studio annuale sull'illegalità ambientale in Italia e che nel nostro paese e in Europa è un caso unico. «L'obiettivo – ha spiegato – è raccontare non solo chi inquina ma anche chi combatte per la difesa dell'ambiente». Il focus sui rifiuti e sulle possibili illegalità che possono essere collegati alla raccolta e allo smaltimento non ha potuto che interessare il pubblico presente: da anni Montanaro combatte con discariche e adesso è "a rischio" di vedere insediare sul proprio territorio Km verde, impianto di trattamento di rifiuti non pericolosi in Cave Ronchi, il cui iter progettuale è al momento in fase valutazione da parte della Provincia di Torino e contro il quale si è giù sollevata una buona parte dei cittadini della zona. (s.a.)