Gli angeli in mezzo a noi
IVREA È un paese incantato, Eze, arroccato su uno sperone roccioso, a mezza via fra Nizza e Montecarlo. Le case in pietra viva, i vicoli stretti e ripidi, un intrico di scale e di stretti passaggi, spesso coperti, si fondono in un insieme architettonico di grande fascino, evocatore di un Medioevo da fiaba a cui contribuiscono lo stato degli edifici, tutti accuratamente restaurati, e fiori e verde a incorniciare un susseguirsi di scorci e visioni panoramiche di rara e incomparabile bellezza. Non stupisce, dunque, che un simile luogo possa essere scelto come sfondo ideale per un romanzo, tanto più se si tratta di un'opera per certi versi permeata dall'arcana presenza degli angeli. Ha scelto un'ambientazione speciale, Sandro Salini, manager piemontese, classe 1961, per le vicende raccontate nel proprio romanzo d'esordio, "La mano degli angeli", edito da Il Ciliegio. Un libro avvincente a partire dalla copertina raffigurante il panorama mozzafiato, tra i monti e il mare, di Eze, ancora più suggestivo nella voluta sfocatura dell'obiettivo e alle spalle di un'emblematica statua di un angelo. Un libro che si riassume nella frase scelta per la quarta di copertina: «Io credo fermamente che ci sia la mano di un Angelo, che ci ha guidato finora. E che ha guidato ognuno di noi, tempo fa. E non importa come lo vogliate chiamare. Destino? Angelo, Guida spirituale? Dio o chissà cosa? Ma è ciò che ci ha tirato fuori dai guai». Alla trama del romanzo non è certo estranea la passione per le discipline orientali di guarigione propria dell'autore che è, tra l'altro, maestro reiki dal 2000, rafforzata dal manifesto piacere della scrittura coltivato da sempre. Basta lasciarsi guidare dalla parola scritta, a partire da quella sul risvolto: «Cosa unisce un gruppo di artigiani che vende le proprie creazioni nelle botteghe di Eze? Il bisogno di procurarsi di che vivere o il bisogno di fuggire dal proprio passato? Helène, l'albergatrice del borgo medievale, è convinta che ci sia un legame fra i suoi amici e che sia stato un Angelo a farli incontrare. Finché un giorno un viaggiatore sbarca da uno dei tanti pullman di turisti che affollano il borgo la domenica. Si innamora del posto e decide di fermarsi. Quell'uomo, che lotta con la salute e porta con sé il suo bagaglio di sofferenza, riuscirà a far sentire la presenza degli Angeli agli artigiani di Eze». Parole che si fanno lusinga alla curiosità del lettore fino al finale del libro, tanto inatteso quanto intenso. Che non mancherà di far riflettere sul tema del destino (o di un'entità superiore) che guida le vite di ciascuno. Franco Farnè