Papa tra i giovani detenuti E lava i piedi a due ragazze

di Fiammetta Cupellaro wROMA «Adesso faremo questa cerimonia di lavarci i piedi: è un segno. E io davvero sono disposto a servire, così dobbiamo fare l'uno all'altro. Penso che questo gesto sia una carezza di Gesù». Con questa frase Papa Francesco ha iniziato il rito del lavaggio dei piedi, uno dei più importanti della settimana santa, a dodici detenuti minorenni del carcere romano di Casal del Marmo. Tra loro, per la prima volta, c'erano anche due ragazze di cui una quindicenne di religione musulmana. Il Papa, che con il gesto di ieri prosegue nel suo cammino di rottura degli schemi e di apertura all'esterno, si è inginocchiato per sei volte fino a terra asciugando e baciando i piedi dei ragazzi di fede non solo cattolica. Oltre ai musulmani c'erano anche giovani di fede ortodossa. Alcuni di loro non hanno retto all'emozione e hanno pianto, uno è stato sostituito all'ultimo momento. Anche il telo con cui ha asciugato i loro piedi è stato confezionato da ragazzi che vivono situazioni di disagio ospiti di Villa San Francesco, una comunità del bellunese. I filati con cui è stato tessuto arrivano da due città della Palestina, Betania e Gerico, ma conteneva anche filamenti di reti di pescatori del lago di Tiberiade. E' stata una giornata carica di commozione quella vissuta ieri nel carcere minorile di Roma dove Papa Francesco ha voluto celebrare la sua prima messa in Coena Domini. Il momento della lavanda dei piedi è stato quello più toccante. «Dopo avergli baciato i piedi, li ha guardati negli occhi con un amore enorme». Così il ministro della Giustizia Paola Severino ha raccontato ai cronisti il momento della lavanda dei piedi. «Il Papa si è inginocchiato davanti a questi giovani detenuti, quindi al ladro e al delinquente. Ho visto in questo gesto il significato profondo del verbo servire. Questi ragazzi spesso non hanno un padre e credo che questa giornata resterà nel cuore di tutti». Dopo la messa celebrata senza telecamere il Papa ha avuto un incontro nella palestra sia con i detenuti che con i dipendenti del carcere e gli agenti. Bergoglio ha anche scherzato per far capire il senso del gesto appena compiuto durante la messa. «Non è che dobbiamo lavarci tutti i giorni i piedi l'uno con l'altro. Piuttosto, se alle volte sono arrabbiato con qualcuno debbo dirmi "lascia perdere". E fare invece qualcosa per lui». Ha detto il pontefice che ha aggiunto: «Ragazzi non fatevi rubare la speranza». Li ha poi abbracciati uno ad uno regalando uova di Pasqua, mentre i ragazzi gli hanno consegnato un inginocchiatoio realizzato nel laboratorio di falegnameria. Ma i giovani di Casal del Marmo hanno anche scritto a Papa Francesco chiamandolo «papà». Gli hanno consegnato lettere e bigliettini che il Pontefice ha portato con sé. E quando un ragazzo gli ha domandato il perché della sua visita lui ha risposto: «E' qualcosa che mi è venuto dal cuore, mi aiuta a essere servitore come vostro vescovo. Ho chiesto a chi sarebbe servita una mia visita e mi hanno detto: Casal del Marmo». ©RIPRODUZIONE RISERVATA