«Ciao Davide, piccolo angioletto»

BRANDIZZO È appena cominciato il calvario per Massimiliano Scrivo ed Elisabetta Carvelli, i genitori di Davide, che a soli sette mesi si è spento, lo scorso giovedì all'ospedale Regina Margherita di Torino dove era stato trasportato in fin di vita. Il piccolo era stato dimesso una prima volta dal pronto soccorso dell'ospedale di Chivasso con una diagnosi di faringite. Mercoledì, in un freddo pomeriggio primaverile nella chiesa parrocchiale di San Giacomo a Brandizzo, hanno salutato per l'ultima volta il loro adorato figlioletto che avevano tanto desiderato. Rami di ulivo che si confondevano con tanti palloncini azzurri a forma di cuore con la scritta "ciao Davide, piccolo angioletto", hanno accolto le circa 300 persone presenti al rito funebre. Intorno alla piccola bara bianca il dolore composto del papà Massimiliano, quello impossibile da descrivere di mamma Elisabetta, quello disperato dei nonni, e le lagrime che sgorgavano spontanee dai volti della gente. Poi le parole del parroco in un tentativo di ridare speranza ai genitori attraverso la fede. «L'amore di Dio ci ha donato Davide ed ora il suo amore lo accoglie. Ma la morte –ha detto il parroco, richiamandosi al Vangelo di Marco - non ha potere sull'amore. Il piccolo Davide non si distaccherà mai dai suoi genitori. I nostri defunti non ci lasciano mai». Ed è proprio per l'amore che nutrivano verso il loro figlioletto che i genitori di Davide aspettano la conclusione dell'inchiesta, coordinata dalla procura di Torino, che ha aperto un fascicolo contro ignoti dopo la denuncia presentata da Massimiliano Scrivo ai carabinieri di Chivasso all'indomani della morte del bimbo. Su incarico del pm Stefano Demontis i carabinieri del Nas di Torino avevano effettuato un'ispezione al pronto soccorso, procedendo ad accertamenti documentali. Un'indagine interna è stata avviata anche dalla direzione sanitaria dell'Asl/To4. Intanto, dai primi riscontri dell'autopsia effettuata da Giovanni Botta, anatomo patologo, incaricato dalla procura, sembra che la morte di Davide sia stata causata da una sepsi provocata da un meningococco di tipo C. Una patologia gravissima, capace di svilupparsi in tempi brevi rapidissimi e con esiti letali. «Per fare un primo passo verso l'accertamento della verità – dice Maria Grazia Pellerino, legale della famiglia Scrivo – aspettiamo che sia depositata la consulenza del medico legale. Dobbiamo conoscere nel dettaglio le cause della morte per valutare se esistano profili di responsabilità. Insomma per capire se gli esami non disposti dal pediatra che ha visitato per la prima volta Davide al pronto soccorso, avessero potuto riconoscere la malattia. E quindi se Davide poteva essere salvato. Il pediatra si era limitato ad un solo esame obiettivo senza neanche rilevare la temperatura corporea». Secondo la direzione sanitaria al momento del primo ricovero il quadro clinico del bimbo, poi dimesso con una diagnosi di faringite, era verosimilmente compatibile con le numerose patologie respiratorie stagionali. (l.m.)