Riapre la strada statale 26 ma chiusa via Cavour
BORGOFRANCO Ritorno alla normalità per la circolazione degli autoveicoli sulla strada statale 26, nel tratto che attraversa il territorio del Comune di Borgofranco. Da mercoledì è stato, infatti, riaperto al traffico il nevralgico asse viario chiuso dal 18 febbraio scorso, per permettere la realizzazione del nuovo canale scolmatore che si collegherà con il bacino di laminazione della Dora. «Nella giornata di lunedì – ha spiegato Fausto Francisca, sindaco di Borgofranco - sono state eseguite con esito positivo le prove di collaudo, seguite dalle operazioni di posa della segnaletica orizzontale. Ma mercoledì è stato, invece, chiuso il tratto di via Cavour, tra il bivio con via del Buonumore, via del Pilone e con via Marconi». Disagi inevitabili per gli automobilisti, ma necessari per consentire i lavori di costruzione del nuovo ponte per il transito, sotto la carreggiata, del canale che dalla zona dei Balmetti attraverserà perpendicolarmente via Boarie, via Cavour, la statale, la ferrovia, dove è già stato realizzato il necessario sottopasso, fino alla provinciale per Quassolo. L'opera, finanziata con i fondi regionali per l'alluvione del 2000, avrà un costo di 650 mila euro. Lunedì, intanto, hanno aperto i battenti i cantieri per la costruzione del nuovo ponte di collegamento tra la strada provinciale 69 e la strada comunale Mercanda, in località Baio Dora, affidati dall'impresa di costruzioni edili Ponti e Strutture Valle d'Aosta srl, con sede a Pont Saint Martin, che si è aggiudicata la gara d'appalto. «Il costo dell'opera – ha affermato Francisca – ammonta a cinquasette mila euro. Abbiamo riutilizzato il margine realizzato con il ribasso d'asta. L'edificazione del ponte è un intervento improrogabile che colma una dimenticanza progettuale e con il quale vengono finalmente terminati i lavori di regimazione idraulica, ovvero la realizzazione di un canale di gronda, a protezione della frazione di Baio Dora». Il primo cittadino ricorda che la frazione di Baio Dora, insieme al territorio di Quassolo, rientra nella tipologia di abitati definiti da consolidare dalla legge 445del 1908, promulgata nei mesi successivi al disastroso terremoto di Messina, uno degli eventi più catastrofici del XX secolo. «Proprio per questo motivo nel centro storico non è possibile costruire, nonostante gli interventi manutentivi e di messa in sicurezza fatti nel corso degli anni. Il numero delle famiglie deve restare invariato e la frazione può svilupparsi a est del vecchio abitato». Paola Principe