Due rapine in una settimana, arrestato
di Vincenzo Iorio wIVREA A tradirlo sono stati i vestiti che indossava e quel suo modo di camminare dinoccolato. Ha un nome e un cognome il presunto rapinatore che nel giro di una settimana ha colpito, per ben due volte alla stessa ora, la tabaccheria Giordano, in piazza Balla, portandosi via poco meno di mille euro. Si chiama Pierluigi Anedda, 38 anni, residente a Montalto Dora ma domiciliato a Ivrea, nel centro storico. L'uomo, con piccoli precedenti alle spalle, è stato arrestato dalla polizia su ordine di custodia cautelare firmato dal gip Stefania Cugge. L'altro ieri è stato sottoposto a interrogatorio di garanzia. Per gli investigatori non ci sono dubbi. È lui l'uomo che con il volto travisato da una sciarpa e da un cappello aveva fatto irruzione, il 6 e il 13 marzo scorsi, nella tabaccheria Giordano. Armato di coltello, aveva minacciato le due titolari, facendosi consegnare l'incasso della giornata. Nella prima rapina aveva detto di aver bisogno di soldi per sfamare i figli. Un particolare che nel corso delle indagini non ha trovato nessun riscontro. L'uomo, infatti, non è sposato e non ha figli. Sulle sue tracce gli agenti del commissariato di Ivrea si mettono sin da subito, acquisendo le immagini delle telecamere interne alla tabaccheria. I fotogrammi, però, non forniscono elementi utili ad identificare l'uomo. Il suo viso, infatti, è coperto da un cappello di lana e da una sciarpa. Però ci sono alcuni particolari che colpiscono l'attenzione degli investigatori. Il giubbotto che l'uomo indossa è molto consumato e la sua camminata è davvero particolare. Ma non basta per dare un'identità al rapinatore. La svolta arriva qualche giorno dopo. Un agente fuori servizio che sta lavorando alle indagini, nota per strada un uomo con una camminata molto simile a quella del rapinatore ripreso dalle telecamere della tabaccheria. Lo vede entrate in un palazzo nel centro di Ivrea . A quel punto, gli uomini del vicequestore Giorgio Pasqua cominciano uno screening sui condomini. Anche qui però le difficoltà non mancano. L'uomo in questione non risiede in quello stabile, se non nel fine settimana quando va a casa di un'amica. Il 13 marzo, esattamente sette giorni dopo la prima rapina, poco prima dell'orario di chiusura, le due titolari si trovano davanti lo stesso uomo. Questa volta, terrorizzate, abbandonano il negozio fuggendo dal retro. Per il rapinatore è un gioco da ragazzi impossessarsi dell'incasso. Pochi giorni dopo, la polizia perquisisce l'appartamento di Pierluigi Anedda. Qui vengono trovati vestiti molto simili a quelli indossati dal rapinatore della tabaccheria: cappello, sciarpa, scarpe e quel giubbotto liso. Salta fuori anche il coltello descritto dalle titolari del negozio. L'abbigliamento viene riconosciuto anche da un testimone, un uomo di Ivrea che aveva incrociato il rapinatore mentre usciva dalla tabaccheria. @viniorio ©RIPRODUZIONE RISERVATA