Un romanzo al femminile per la sangiorgese Silvia Mango
SAN GIORGIO Si intitola "Tre cuori e un bebè" il romanzo (pubblicato dalla casa editrice indipendente "Arpanet" di Milano) della sangiorgese Silvia Mango, all'anagrafe Bardesono, che ha scelto come cognome d'arte quello del marito. Un talento che la canavesana, 36 anni, sposata con una figlia di tre anni e di professione avvocato, ha ereditato dal nonno Giacomo, l'indimenticato "medico-scrittore-poeta della bontà", al quale per tanti anni, grazie anche all'iniziativa della compianta vedova signora Amelia, è stato intitolato uno dei pochissimi premi nazionali di letteratura dedicati al teatro per ragazzi. «Ho immaginato – spiega l'autrice – una storia sul filone ironico-frizzante di personaggi come Bridget Jones o scrittrici quali Sophie Kinsella. Un romanzo "al femminile" dunque, dove la protagonista vive il contrasto tra le sue aspirazioni e la ben diversa realtà della vita quotidiana». Giada ha trent'anni, un lavoro precario in una galleria d'arte a Nizza e un grande sogno nel cassetto: diventare l'assistente personale del famoso chef americano Anthony Bourdain. Per la prima volta nella sua vita però si trova a dover affrontare un problema più grande di lei: l'inatteso arrivo di un bebè, frutto di un incontro occasionale con un amico dei tempi delle scuole superiori. Non un'impresa facile, dunque, specialmente se tutti i giorni si ha a che fare con un fidanzato assente, un perfido datore di lavoro, una madre invadente e un'amica "new-age" un po' stramba che si caccia sempre nei guai. «Una storia – chiude la Mango, che nei giorni scorsi ha presentato il volume alla libreria Borgopò di Torino – che avevo nel cassetto da un po' di tempo: e che è divenuta un libro grazie al concorso vinto con la casa editrice che ha pubblicato il volume». (s.r.)