Le urla strazianti dei sopravvissuti
STRAMBINO «Mio fratello andava sempre piano in auto, è una persona molto prudente che non commette mai leggerezze». Non si da pace Riccardo Solinas, zio di Emanuel e Alessia, i due fratelli di Strambino morti domenica notte nell'incidente stradale sulla Torino-Aosta. «Non riusciamo a capire cosa possa essere successo - dice con un filo di voce l'uomo -. Siamo tutti sconvolti. Ancora non riusciamo a credere che i due ragazzi non saranno più con noi». Nel maxi-tamponamento sono rimasti feriti, seppur in maniera meno grave, Giuseppe Patrucco, 81 anni, di Agliè, che viaggiava su una Fiat Bravo, William Truddaiu, di 24, e Karin Patelli, 26 anni, che erano su un'Alfa Romeo 147, tutti trasportati all'ospedale di Chivasso. Questi ultimi sono militari di stanza al battaglione Alpini di Aosta. Patrucco, ex terzino della Juventus, è stato dimesso poco ore dopo. Domenica notte, il pensionato stava rientrando da Torino da una cena. Agli agenti della polizia stradale ha raccontato di una visibilità pari allo zero. «Ad un tratto ho intravisto un'auto ferma davanti a me - ha detto l'uomo -. Ho provato a frenare, ma è stato tutto inutile. Lo scontro è stato violentissimo. È davvero un miracolo se oggi sono ancora vivo e posso raccontare questa tremenda esperienza». Patrucco non riesce a togliersi dalla testa le urla dei feriti. «Quando ho provato a scendere dall'auto - racconta - per poco non sono stato investito da una vettura. È stato tremendo. C'erano degli automobilisti che continuavano a sfrecciare a tutta velocità senza fermarsi e soccorrere i feriti. Poco distante da me, nel fossato, c'era la Fiat unto nella quale sono morti quei due fratelli. E poi le urla dei feriti che chiedevano aiuto che non dimenticherà mai».