E ora chiamiamola Formula Pirelli

di Cristiano Marcacci La prima gara della stagione ha subito aiutato coloro che erano in cerca di conferme rispetto alle previsioni della vigilia. Questa Formula 1 sarà sempre di più una Formula Pirelli. Le gomme sono uguali per tutti, ma non tutti le trattano e le consumano allo stesso modo. E quindi, la loro gestione, alla fine, può rivelarsi la variabile determinante per vincere sia le singole corse sia il campionato del mondo. L'avvio è solo un assaggio. In Malesia, con ogni probabilità, il fattore legato agli pneumatici sarà ancora più decisivo che in Australia. A Sepang Pirelli debutterà con il nuovo colore arancio. Il P Zero Orange è stato scelto per la seconda gara della stagione insieme con il P Zero White medium, già sceso in pista a Melbourne. Le due mescole più dure della gamma sono infatti l'ideale per le temperature estreme e per la superficie abrasiva del circuito della Malesia. Sepang è ben noto anche per i suoi acquazzoni che rendono estremamente probabile l'utilizzo, nel corso del fine settimana, delle gomme da bagnato (Cinturato Green intermediate e Cinturato Blue wet). Pirelli: circuito impegnativo. «Potremmo descrivere Sepang – dicono dal quartier generale della Pirelli – come una gara genuinamente "estrema", sia per il tempo atmosferico sia per la superficie della pista. È uno dei fine settimana più impegnativi per i nostri pneumatici. Per la prima volta scenderà in pista la nostra nuova gomma hard. La scelta degli pneumatici per la Malesia è la medesima del 2012, ma quest'anno le stesse mescole offrono più prestazioni e il loro degrado è deliberatamente aumentato. L'anno scorso la strategia a tre pit-stop si rivelò vincente per una gara un po' asciutta e un po' bagnata, che vide un emozionante duello finale tra Fernando Alonso e Sergio Perez, combattuto tutto a suon di pneumatici. Ci aspettiamo una strategia a tre pit-stop, ma le condizioni atmosferiche potrebbero ancora una volta sparigliare le carte. Anche in assenza di pioggia, i piloti possono aspettarsi un tasso di umidità nell'ordine dell'80% e temperature ambientali superiori a 30 gradi centigradi». Sollecitazioni laterali. C'è da fare, inoltre, un'altra considerazione: il circuito della Malesia sottopone gli pneumatici a pesanti sollecitazioni laterali, essendo la seconda pista con il più alto carico laterale dell'anno dopo quella di Barcellona. «Ciò – spiegano da Pirelli – può portare a un accumulo di calore all'interno dello pneumatico che può raggiungere un massimo di 130 gradi centigradi. Anche se i livelli di grip sono alti, la frequente pioggia notturna ha comunque l'effetto di lavare via la gommatura della pista, il che spesso rende la superficie "verde" all'inizio di ogni sessione». Gli altri fattori tecnici. Dal punto di vista tecnico, è probabile che le tre scuderie di punta confermino le novità sperimentate in Australia. La Ferrari ha fatto sparire il buco nel muso e nel telaio, mentre ha rimesso mano alle prese dei freni anteriori. La Lotus ha invece migliorato sia l'ala anteriore sia l'ala posteriore. In casa Red Bull si è optato per una soluzione molto più radicale: la nuova ala anteriore è stata definitivamente bocciata. Infine, in Australia nessuna macchina ha provato il doppio Drs (Drag reduction system), costituito praticamente da un'ala mobile posteriore che quando viene attivata, si apre e offre una maggiore aerodinamicità. Essa può essere usata solo per attaccare, solo a meno di un secondo di distacco dall'avversario e solamente in certi punti della pista, come i rettilinei. ©RIPRODUZIONE RISERVATA