Il viaggio di una londinese sulla Via Francigena

PONT-SAINT-MARTIN Lysa Walder è una donna speciale. E non solo per l'impegno e la dedizione con cui svolge il suo lavoro di paramedico a Londra sulle ambulanze, al servizio di anziani e minori. Lysa, 48 anni, lo scorso anno ha superato con coraggio la prova di una difficile operazione, aiutata dall'amore del marito Steve, anche lui paramedico, e dall'affetto dei tre figli. Una prova accompagnata da una promessa che ha voluto fare a se stessa: «Se avessi superato l'operazione, avrei affrontato una grande avventura da sola per raccogliere fondi a sostegno dell'attività di Medici senza Frontiere». Lysa ha deciso di viverla nel paese che ama di più, l'Italia, percorrendo a piedi l'intero tratto italiano dell'antica Via Francigena, da Aosta a Roma. Martedì è stata accolta dai vigili del fuoco volontari di Pont-Saint-Martin che le hanno riservato un caloroso benvenuto, assieme alle autorità locali, il vice sindaco Marco Sucquet e il consigliere Alberto Crétaz. Partita da Aosta lunedì, ha avuto un piccolo imprevisto il giorno seguente, a ridosso di Verrès: «Ho smarrito le tracce e mi sono persa in una pietraia» racconta Lysa che col cellulare ha poi chiesto aiuto ai vigili. Per lei nessuna conseguenza, solo un lieve ritardo all'arrivo a Pont-Saint-Martin, dove si è fermata una notte ospitata alla Maison du Boulodrome. Di qui Lysa ha raggiunto mercoledì Ivrea, accolta dai volontari della Croce Rossa. Ogni gruppo che la sosterrà lungo il suo viaggio apporrà la sua firma ricordo su una grande bandiera bianca che Lysa sventolerà al suo arrivo a Roma previsto per il 19 aprile. (a.a.)