Sospetta meningite, muore a 7 mesi
CHIVASSO Morto a sette mesi, dopo essere stato dimesso dall'ospedale. Il sospetto è che si sia trattato di meningite fulminante, per questo motivo i medici hanno imposto la profilassi, a scopo precauzionale, per i medici, i parenti e per tutti coloro che sono entrati in contatto con il piccolo. Il papà del bimbo ieri pomeriggio ha presentato una denuncia, al momento contro ignoti, ai carabinieri «Vogliamo capire perché il nostro Davide è morto. Chiediamo giustizia non solo per lui, ma perché altri casi del genere non succedano più. Non si può morire così, a soli sette mesi». A parlare, con il volto rigato di lacrime e gli occhi arrossati dopo una notte passata a piangere, è Massimiliano Scrivo, 34 anni, muratore, residente a Brandizzo, il padre di Davide. Suo figlio è morto poco dopo la mezzanotte di mercoledì all'ospedale Regina Margherita di Torino, dove era stato trasportato con un'ambulanza della Croce rossa di Chivasso, dal pronto soccorso del nosocomio cittadino. Qui i medici tre ore prima lo avevano rimandato a casa con una diagnosi di faringite ed il consiglio di una terapia antibiotica ed antipiretica in via precauzionale. «Invece – dice la nonna Rosalia Pecoraro, 62 anni che è un'ex infermiera – mio nipote è morto per un sospetto attacco di meningite fulminante. Possibile che i medici dell'ospedale di Chivasso non abbiamo capito subito la gravità della situazione, invece di dimetterlo dopo neanche mezz'ora la prima volta che lo abbiamo portato al pronto soccorso?» Ed è proprio per fare chiarezza che Massimiliano Scrivo nel primo pomeriggio di ieri ha deciso di presentare ai carabinieri di Chivasso, una denuncia. Non indica colpevoli il giovane papà, ma chiede alla magistratura di accertare se esistono delle responsabilità. E se ci sono di punire i colpevoli. Erano state proprio la nonna e la mamma del piccolo Davide, Elisabetta Carvelli, di 35 anni, a decidere di portare il bambino al Pronto soccorso verso le 18.30. «Prima – è ancora la nonna a raccontare – avevamo telefonato al pediatra di famiglia. Senza neanche venire a visitarlo al telefono ci aveva consigliato di somministrargli gocce di tachipirina e fermenti lattici. Ma noi non eravamo tranquille. Si vedeva che Davide stava molto male. Aveva la febbre a 39 – 40, che non scendeva nonostante la somministrazione delle gocce di tachipirina». Poi è lo zio a riepilogare le drammatiche sequenze delle ultime ore di vita di Davide. «Quando la mamma ha riportato Davide al Pronto soccorso per la seconda volta erano già passate tre ore. A quel punto il bambino presentava una sintomatologia critica con grave stato di shock. Ed i medici, alle 23.30, hanno deciso il trasferimento presso la terapia intensiva del Regina Margherita. Qui un'ora dopo il suo cuoricino ha cessato di battere per una sospetta sepsi infettiva». «Davide era un bambino speciale – dice ancora la nonna – godeva di ottima salute era allegro e vivace. Solo nel primo pomeriggio di mercoledì aveva cominciato a stare male, con quella febbre che non scendeva. Noi ora siamo una famiglia distrutta che chiede giustizia». L'autopsia sul corpicino del povero Davide potrebbe essere effettuata già questa mattina per stabilire con precisione le cause della morte. Lydia Massia ©RIPRODUZIONE RISERVATA