Romi, a Torino la rabbia dei lavoratori
PONT Slogan, striscioni, bandiere e persino petardi. Hanno usato tutti i mezzi per far sentire la loro rabbia, gli oltre 100 lavoratori della Romi che ieri mattina, lasciati alcuni compagni a presidiare gli stabilimenti di Pont e di Grugliasco, hanno manifestato a Torino. Prima, si sono radunati in corso Vittorio Emanuele, sotto lo studio legale Pavesio, che cura gli interessi della proprietà, il gruppo brasiliano Romi,poi hanno formato un corteo che ha sfilato lungo il corso fino al palazzo dell'Unione Industriali. "Avvocati dei brasiliani per quattro soldi non tradite gli italiani" era la frase che campeggiava su di uno striscione ed ancora più arrabbiati erano gli slogan scanditi in corteo, poiché i dipendenti, che sono in cassa integrazione e da mesi chiedono ai vertici aziendali di pronunciarsi riguardo al futuro dei due stabilimenti, ieri si aspettavano che la risposta arrivasse proprio tramite gli avvocati. Questi ultimi, invece,hanno fatto presente di non avere, al momento, nessun mandato da parte della Romi Industrias per trattare con i potenziali acquirenti, quella cordata di imprenditori italiani che a gennaio aveva lanciato un'offerta di acquisto, garantendo il mantenimento di tutti i 140 posti di lavoro. «Non è andata come ci aspettavamo - dichiara Ornella Lanzetta, rsu di Pont - . Gli avvocati hanno spiegato di aver solo un incarico tecnico di consulenza, non un mandato per trattare l'eventuale vendita, per cui non abbiamo avuto alcun chiarimento in merito alle intenzioni della Romi. Questa situazione di ambiguità ci preoccupa, non riusciamo a capire perché i dirigenti non diano una risposta, quale sia la loro strategia. Gli avvocati hanno promesso di sentirli al più presto e di riferirci se intendono o meno sedersi ad un tavolo per trattare. Speriamo sia vero, intanto, noi stiamo organizzando un'altra manifestazione per la prossima settimana, questa volta andremo davanti alla Regione». «I lavoratori hanno deciso di andare a manifestare lunedì o martedì prossimi, coinvolgendo Regione, Provincia e Comuni, nel caso in cui, ancora una volta, non arrivi una risposta – conferma Fabrizio Bellino della Fiom Cgil – . Ieri, gli avvocati ci hanno ricevuto all'Unione Industriali, si sono impegnati ad interloquire con i brasiliani e ad incontrarci nuovamente,ma ci hanno fatto capire che,se la situazione si rivelerà troppo complicata, potrebbero anche rimettere l'incarico, come del resto hanno già fatto i precedenti legali milanesi della Romi. Si tratta, in effetti, di una vicenda anomala, dove c'è chi vuole comprare, ma non riesce a trovare un interlocutore». Qualche chiarimento potrebbe arrivare in queste ore, in seguito all'assemblea degli azionisti svoltasi ieri in Brasile, da cui potrebbero essere emerse indicazioni sul futuro del gruppo in Italia. Ornella De Paoli