Riflettori accesi sul paesaggio

SETTIMO VITTONE Prosegue la sinergia tra facoltà di architettura dell'università di Torino e l'amministrazione di Settimo Vittone. Per il secondo anno, 150 studenti della facoltà hanno preso parte ad un laboratorio sul territorio per proseguire quanto emerso dal piano strategico per lo sviluppo del paese realizzato nel 2012. Diversi i punti su cui hanno ragionato sinora i ragazzi nell'ambito di piani di intervento mirati su cinque aree individuate come "problematiche": l'area Piantagrant, piazza Statuto, Casa Morelli, la zona di San Lorenzo e l'area dei vigneti nei pressi di località La Turna. L'obiettivo generale è rivolto alla valorizzazione dell'offerta turistica del paese facendo leva sul recupero del patrimonio culturale, le attività ricettive, i percorsi turistici, la riorganizzazione e razionalizzazione del sistema paese. «Dalle riflessioni e dai progetti degli studenti sono emersi risultati interessanti e diversi spunti sono di fatto già parte di azioni promosse dal Comune, come ad esempio il piano di riqualificazione dell'area Piantagrant» evidenzia il sindaco Sabrina Noro. E il discorso ora si amplia anche ai Comuni vicini con l'obiettivo di ragionare su problematiche analoghe. Mercoledì scorso altri 150 studenti hanno raggiunto Settimo per finalizzare nuovi obiettivi di studio con diverse realtà locali. All'incontro nel salone Piantagrant ha partecipato anche l'Osservatorio del paesaggio per l'Anfiteatro morenico d'Ivrea, con il suo presidente Riccardo Avanzi e l'architetto Diego Corradin, l'assessore comunale di Quincinetto, Ivan Nuris e Luca Bringhen, presidente del Gal Valli del Canavese. «Nel corso dell'incontro - evidenzia Sabrina Noro - sono state fatte vedere alcune immagini di architetture contemporanee in ambito montato: una di approccio "rustico-tradizionale" e altre di taglio moderno, ed ognuno dei presenti ha espresso la propria opinione in merito all'apprezzamento o meno di quanto illustrato. È stata una riflessione molto interessante la cui conclusione ha portato a sottolineare quanto sia importante conservare quando si interviene sull'esistente e quanto sia importante innovare nel costruire case nuove, reinterpretando, senza copiare i fabbricati storici». Amelio Ambrosi