Gli ultimi sms agli amici «Diventerò un angelo»
di Vincenzo Iorio wIVREA Nel cercare di riavvolgere il nastro di questa tragedia quello che scopri, negli ultimi dieci giorni, sono solo piani sequenza dove sullo sfondo primeggia il dolore. O meglio, un'escalation di disperazione, un avvitarsi attorno a un unico pensiero, quella storia d'amore finita senza un perché. Fino ad arrivare a venerdì pomeriggio, quando poco dopo le 15,30, Paolo (il nome è di fantasia) s'infila nell'ascensore dell'ospedale e sale fino al sesto piano. Nessuno nota questo ragazzo di diciassette anni, lo sguardo fisso sul telefono, gli occhi gonfi di pianto. Si confonde tra il via vai di pazienti, medici e infermieri. Apre la porta che dà sul terrazzo, mentre continua a mandare sms ai familiari e agli amici più stretti. Se poco prima aveva scritto su facebook "Spero che i miei occhi da spenti accenderanno un po' di amore nei vostri cuori. Sarò l'angelo custode di chi ama", adesso i messaggi sono espliciti. Scrive che sarà un angelo, che andrà dai nonni. L'ultimo messaggio è delle 15,22, pochi istanti prima di gettarsi nel vuoto. Sono giorni che Paolo non riesce più a immaginare la vita senza avere a fianco la sua fidanzata. In quel momento, solo sulla terrazza dell'ospedale, se il suo futuro avesse avuto un colore sarebbe stato il nero della pece. Non ci sono più barriere per arginare la disperazione. Sale in piedi sulla ringhiera e si getta nel vuoto. Un volo di 25 metri che non gli lascia scampo. Il corpo di Paolo cade nel piazzale tra l'ingresso del pronto soccorso e il bar. Sfiora un furgone per poi schiantarsi sull'asfalto. «Ero con mio marito - dice un'anziana donna - quando abbiamo sentito un tonfo. Ho pensato che qualcuno fosse caduto. Poi ci siamo voltati e abbiamo visto, a meno di un metro da noi, quel ragazzo steso a terra. È stato tremendo. Povero figlio». Pochi minuti dopo, sul posto arrivano familiari e amici, spaventati dai messaggi ricevuti da Paolo, mentre la polizia trova sul terrazzo l'ombrello e il telefonino che il ragazzo ha lasciato prima di lanciarsi nel vuoto. Ma sarebbe riduttivo fermarsi a questa unica inquadratura. Lì dove una scena si interrompe e ne comincia un'altra, troviamo una vita normale, la scuola, le partite di calcio, la discoteca con gli amici. L'amore della famiglia, nella casa in città, le tre sorelle che lo adoravano. E poi l'estate scorsa l'incontro che gli cambia la vita. Paolo si innamora di una coetanea dai capelli lunghi e biondi. Alla sorella, in un momento di tenera confidenza, racconta: «Non ho mai provato per nessuna quello che sento per questa ragazza. Sono l'uomo più felice del mondo». Poi però qualcosa si inceppa in questa storia tra due ragazzi in piena adolescenza. «Ho ancora il ricordo di questa estate, la più bella della mia vita - scrive poche ore prima di morire Paolo sul diario della sua pagina facebook -. Dove in fondo non c'era nulla di diverso dalle altre, c'eravamo semplicemente noi, uniti davvero dal destino che ci ha voluto insieme. Poi arriva l'autunno... Quella pioggia che inizia a diventare fastidiosa. E ora questo inverno, questo inferno. Non c'è niente da dire. Se non ci si abbraccia non si supera». A raccontare gli ultimi giorni di vita di Paolo è il padre della sua fidanzatina. Il pianto gli si strozza in gola, i ricordi si affastellano. «È come se avessi perso un figlio, mi creda - dice con un filo di voce -. Nessuno poteva lontanamente immaginare le sue intenzioni». «Mia figlia e lui si sono conosciuti quest'estate - racconta -. Tra i due è nata una forte simpatia. In più occasioni li ho accompagnati in auto in discoteca e sono andato a prenderli. Qualche volta Paolo è venuto a casa nostra». Poi... «Poi è successo quello che accade spesso quando si ha diciassettenne anni - prosegue il padre della ragazza -. Sono adolescenti. Immagino che mia figlia abbia avuto qualche dubbio, che non se la sentisse di essere legata. Credo che però Paolo non abbia accettato questa sua volontà. Nell'ultima settimana era diventato insistente tra telefonate ed e-mail. Nulla di particolare, intendiamoci. Sabato scorso Paolo è venuto a casa nostra. Voleva parlare con mia moglie». In quell'occasione, il ragazzo si confida con i genitori della sua ex fidanzatina. «Gli ho parlato come se fosse un figlio - aggiunge l'uomo -. Gli ho spiegato che in questi casi insistere è controproducente. Meglio aspettare, lasciare che l'altra persona sia libera di scegliere. Ho provato a dirgli che davanti a sè aveva tutta la vita, che avrebbe incontrato decine di ragazze. Guardi, ho anche parlato con i suoi genitori i quali sono stati molto comprensivi e disponibili». @viniorio ©RIPRODUZIONE RISERVATA