Città Futura ora è a rischio liquidazione

MONTANARO Città futura, società partecipata del Comune, non versa in ottime condizioni. È quanto è emerso dalla commissione consiliare che si è riunita la scorsa settimana su richiesta della minoranza. Le due principali attività segnalano infatti una certa sofferenza: la farmacia ha debiti sui 500 mila euro con i fornitori di farmaci, mentre l'asilo nido ha un passivo circa 170mila euro. L'Amministratore unico Giovanni Ravalli ha illustrato gli interventi che ha deciso di adottare per riuscire a raggiungere nel 2013 il pareggio di bilancio: agevolazioni per l'asilo nido, risparmi dovuti a pensionamenti del personale, maggiori servizi della farmacia. «Secondo noi si tratta di interventi – spiega il segretario del Pd Giorgio Gozzellino, che nelle scorse settimane aveva criticato la mancanza di comunicazione – che potranno forse portare al pareggio di bilancio nel 2013 ma non porteranno alcun beneficio in termini di miglioramento della situazione economica dell'azienda. L'asilo nido è rientrato in Città Futura dopo che per due anni è stato dato in gestione ad una cooperativa esterna con una spesa di 40mila euro (20mila annui), soldi che potevano essere benissimo risparmiati». Pur riconoscendo gli sforzi che il nuovo amministratore unico sta compiendo per cercare di recuperare una situazione molto critica, secondo il Partito democratico per recuperare veramente la situazione della società sarebbe necessario trovare una soluzione per far fruttare maggiormente la farmacia. «L'amministratore unico – continua Gozzellino – ha escluso il trasferimento della farmacia nella vecchia sede in quanto secondo la società e l'amministrazione si tratterebbe di una soluzione che non comporterebbe risparmi in termini economici. Questa è una posizione che non ci convince ma che vogliamo valutare». Per Ravalli il punto debole dell'azienda restano gli oltre 500mila euro di debito mentre il punto di forza è il cospicuo patrimonio immobiliare. Quello che è certo è che il futuro della società é in mano allo Stato che in base ad una legge ne prevede la messa in liquidazione verso la fine del 2013. «Sottolineo – commenta Ravalli - che molto del merito dei risultati raggiunti è dovuto alla grande professionalità e generosità dei dipendenti, che in più occasioni hanno dimostrato un grande senso di responsabilità. Città Futura resta una risorsa per tutta la comunità». (s.a.)