«La nostra vittoria? Essere in campo»

IVREA «La nostra vittoria? Essere stati in campo, aver dimostrato tutto il nostro valore, aver riconfermato quelle che sono le nostre caratteristiche. Nessun riconoscimento? Non importa. Siamo orgogliosi di ciò che abbiamo fatto. Noi, dopotutto,siamo l'Asso di Picche». Se il martedì della proclamazione in piazza di Città un po' di maretta c'era, il venerdì sera della cena di chiusura del carnevale, al salone polivalente di Samone, si è respirato tutt'altro clima. E Corrado Bonesoli, il presidentissimo (dieci anni consecutivi alla guida degli aranceri rossoblu), non ha nascosto la sua soddisfazione e tradito anche un po' d'emozione quando gli è stata consegnata una targa dai "suoi" ragazzi (lo sono tutti, anche con 60 anni) per lo straordinario percorso fatto proprio nell'Asso di Picche. Copione rispettato alla lettera per il congedo, con al tavolo d'onore Mugnaia e Generale (festeggiatissimi), Sostituto, Podestà e componenti lo Stato Maggiore. Strapieno il pluriuso, ottimo il desco, e serata filata via in allegria tra i canti dei più irriducibili. Irriverenti, come sempre, alcuni motivi, nei confronti di "avversari" (anche se è una parola grossa, trattandosi di carnevale) blasonati come i Tuchini e gli Scacchi, i pigliatutto delle ultime edizioni. Il cerimoniale prevedeva anche la consegna dei Picche d'Oro che vanno a quegli aranceri che per dieci anni consecutivi hanno tirato (e sempre tre giorni di fila) in piazza di Città. Dieci sono coloro che d'ora in poi potranno fregiarsi del mitico spillino. (m.mi.)