Invalidità, si accorciano i tempi delle visite
A partire da lunedì scorso, il servizio veterinario area C (Igiene degli allevamenti e delle produzioni zootecniche) di Caluso è attivo nella sede Asl di Cuorgnè, in piazza Gino Viano Bellandy, 1. Il nuovo numero telefonico del Servizio è 0124 654186. Per le emergenze di sanità pubblica veterinaria fuori dall'orario di servizio, i numeri telefonici di riferimento continuano a essere quelli del centralino: 0125 4141 (Ivrea); 0124 654111 (Cuorgnè). «Il trasferimento - spiega una nota dell'Asl/To4 - è conseguente alla necessità di ottimizzare l'uso del patrimonio immobiliare dell'azienda, razionalizzando l'utilizzo degli spazi e riorganizzando l'allocazione delle strutture e dei servizi». I locali lasciati liberi dal Servizio veterinario al poliambulatorio di Caluso in via Roma 22 ospiteranno quattro medici di famiglia organizzati in una forma associativa di medicina di gruppo, che garantirà l'apertura degli studi nell'arco di tutta la giornata in integrazione con i servizi presenti nel poliambulatorio, con l'obiettivo di garantire un miglior servizio ai cittadini. E presto, il servizio potrebbe comprendere anche gli altri due medici in servizio a Caluso. di Rita Cola wIVREA Da una media di sette, otto mesi con punte fino a nove, a cinquanta giorni. Di tanto si sono ridotti i tempi per l'esame della domanda di invalidità. Come è stato possibile? Lo spiega Giovanni Presta, medico legale, dirigente della struttura complessa di medicina legale dell'Asl/To4. «Abbiamo attivato un'ottima collaborazione con l'Inps - dice - che carica le domande mentre il nostro personale convoca per la visita medico legale e poi, sempre attraverso il computer, inserisce i dati dei risultati. In questo modo, dal giorno della domanda all'invio del verbale passano circa 50 giorni, un tempo tra i più bassi d'Italia. Abbiamo anche lavorato molto - aggiunge Presta - con i medici di medicina generale. Avevamo riscontrato, infatti, che tra le criticità c'erano domande formulate in modo non corretto, non congruo o con una documentazione incompleta. Lavorando in questa direzione, si riducono al minimo le lacune burocratiche e anche questo è un modo per accelerare le pratiche e la collaborazione concreta dei medici di medicina generale ha rappresentato un tassello importante». Le pratiche, comunque, tendono a crescere, nei numeri. E che sono passate dalle 12.806 del 2010 alle 16.869 del 2012. I verbali emessi dall'Asl/To4, però, sono ovviamente molti di più, considerato che è stato smaltito un arretrato e accelerato l'ingorgo di domande che aveva fatto salire i tempi di attesa fino a sette, otto mesi, con punte di nove. La riduzione dei tempi di esame della pratica burocratica consente, di conseguenza, di ottenere, chi ne ha diritto, la prestazione economica entro i due mesi successivi. Le domande, come si diceva, sono tornate a crescere. Nel 2010 sono stati emessi 14.671 verbali, 1.851 in più nel 2011 e ulteriori 1.200 nel 2012. Il 2010, per la cronaca, ha rappresentato un anno di svolta perché è il periodo in cui è avvenuta la riforma dell'invalidità civile, con conseguente ricaduta sul numero (inferiore) delle domande. Dei verbali emessi dalla commissione medica, la maggior parte riguarda l'handicap 6.561 nel 2012, pari al 38,89% mentre le indennità di accompagnamento sono state, sempre nel 2012, 2.578 ovvero il 15,28%. Scesi, invece, i verbali di invalidità civile al 100%, passati dai 2.041 del 2011 (12,42%) ai 1.884 del 2012 (15,28%). Sono cresciuti in modo significativo, invece, le visite per gli inserimenti lavorativi, passati dai 230 del 2011 ai 931 del 2012 (5,52%). Che poi, il verbale spedito a casa di chi ha presentato la domanda sia aderente alle aspettative è tutt'altro discorso. «C'è ovviamente - sottolinea Presta -la possibilità di presentare ricorso. I dati statistici, comunque, dicono che la percentuale di non conferma di quanto evidenziato dalla commissione è del 10%». In cifre, l'invalidità civile in Italia vale 16 miliardi di euro, circa l'uno per cento del prodotto interno lordo. L'Italia non è tra i Paesi che spendono di più, anzi. È sotto la media dell'Unione europea (2% del Pil). Più dell'Italia spendono Svezia, Danimarca, Olanda, Regno Unito, Portogallo, Polonia, Slovenia, Ungheria, Francia e Germania. Nè, dati alla mano, si sono dimostrati particolarmente efficaci, sotto il profilo economico, le verifiche. @gattobianco ©RIPRODUZIONE RISERVATA