Alla scoperta degli angoli nascosti della nostra città

IVREA Domenica Ivrea ha svelato i suoi segreti in occasione della giornata internazionale della guida turistica, richiamando molti spettatori curiosi nel percorrere angoli ancora inesplorati. Per celebrare l'evento, l'associazione guide interpreti ed accompagnatori (G.I.A.), in collaborazione con l'Ascom, ha organizzato un tour per le vie del centro storico eporediese con visite in luoghi solitamente chiusi, e che dunque hanno sollecitato la curiosità della gente del posto. Partendo da piazza di Città, la gita ha condotto i turisti verso il duomo, nella parte elevata della città, per scoprire i misteri della cripta in cui è custodito il sarcofago romano di Caio Atecio Valerio. «Sarò sincero: fino a poco tempo fa non avevo idea che ci fosse una cripta, e tantomeno un sarcofago», sostiene Stefano Faccioro, turista eporediese del secondo turno di domenica mattina. La seconda visita del tour si è svolta nella chiesa chiusa al pubblico di San Nicola Tolentino, aperta eccezionalmente per questa occasione, che rivela nel suo splendore molti aspetti di interesse artistico, ed infine si è conclusa nella sinagoga, solitamente aperta come punto di incontro e dibattiti, ma domenica i turisti hanno potuto ammirare gli affreschi e le pergamene dipinte sugli antichi muri. Molto spesso le persone che visitano luoghi d'interesse conoscono meglio ciò che sta fuori e decisamente poco della propria città. Dunque quella di domenica è stata un'occasione speciale per ammirare qualcosa ancora inedito di Ivrea. «È incredibile che si conoscano meglio siti di città straniere e magari non quelle del proprio paese - spiega Luisa Salto, in totale accordo con un'altra turista, Romina Giachetti: «Si va sempre fuori a cercare cose interessanti da vedere, e quando per un giorno soltanto vengono aperte delle strutture mai viste vale davvero la pena approfondire la conoscenza del nostro abitato». Quello che cerca di promuovere la giornata mondiale della guida turistica è il valore professionale delle persone che hanno studiato e sono autorizzate a svolgere questa mansione, ben istruiti su ciò che devono presentare e consapevoli dell'importanza di trasmettere dati interessanti al turista. «Cerchiamo di sensibilizzare l'opinione pubblica, per far capire la differenza tra noi e i volontari, a volte preziosi, ma abusivi del mestiere - racconta Laura De Nardo - Noi abbiamo patentini e siamo registrati a livello fiscale. Ma sopratutto, dedichiamo la nostra vita a questo, ed è importante per me oggi presentare luoghi a miei stessi concittadini, incuriositi e desiderosi di saperne di più». Con De Nardo, a condurre i turisti c'era anche la guida Luciano Di Muro: «Ho iniziato a fare la guida turistica quando sono andato in pensione, ora è dieci anni che svolgo questo mestiere. Del tour di oggi trovo che valga davvero la pena visitare la chiesa di San Nicola Tolentino. Imperdibile». I turisti hanno apprezzato molto l'esperienza professionale delle guide turistiche. «Con loro è tutta un'altra cosa - conclude Luigi Verrua - perché sono preparati come nessuno a illustrare le meraviglie del territorio». Teresa Layla Pedrotta