Polenta e merluzzo 1.600 razioni distribuite
IVREA Milleseicento razioni, spazzolate fino all'ultimo pezzettino di merluzzo e fino all'ultima cipolla. Con polenta e merluzzo, mercoledì, in piazza Lamarmora, si sono chiuse le manifestazioni ufficiali dello Storico carnevale. Che, però, continuerà ancora per settimane con gli appuntamenti per le cene di chiusura degli aranceri e di tutte le componenti che danno vita alla festa. Il Bano della Croazia, Walter Garetto, è sempre un padrone di casa attento e gentile. Polenta e merluzzo è infatti l'ultimo momento del Carnevale e quel gruppo di cuochi e aiutanti che anima il Borghetto con suoni e odori è amato da tutti. Dieci i quintali di merluzzo cucinato, dieci i quintali di cipolle, tagliate tutte a pezzettini da un gruppo di volenterosissime donne in sede. E 1.500 chilogrammi di farine per polenta che hanno accompagnato il merluzzo fritto con le cipolle. Il gruppo dei cuochi è composto da cinquanta persone che, a partire dalle prime ore dell'alba di lunedì, si è dato il cambio davanti ai fornelli in tre turni di nove, dieci ore. All'assaggio di polenta e merluzzo, a fine mattinata, sono arrivati i personaggi, ormai in abiti civili. Ecco la Mugnaia Ileana Famiglietti Galeano, il Generale Marco Salvetti con gli Aiutanti di Campo, il sindaco e presidente della Fondazione Carlo Della Pepa, il vescovo Edoardo Cerrato. «Il momento di polenta e merluzzo - dice Della Pepa - è anche l'occasione di fare i primi bilanci e di guardarsi dritti negli occhi dopo giornate molto intense. Io sono soddisfatto di come sono andate le cose in questa edizione del Carnevale. Certo, come sempre si può migliorare, ma io credo che abbiamo scelto di percorrere una strada con alcune linee guida forti e su queste si andrà avanti». Al di là dei primi commenti (e del relax necessario dopo la fatica della festa), ci sarà poi tutto il tempo per analizzare la manifestazione in tutti i dettagli, compresi quelli economici, con la presentazione del bilancio entro la fine del mese di giugno.