«La Regione dica stop a Mediapolis» Ma Villa rilancia

di Rita Cola w IVREA Il coordinamento delle associazioni ambientaliste torna alla carica su Mediapolis, il progetto di un parco a tema previsto ad Albiano in corso di autorizzazioni da 14 anni. Fai, Italia Nostra, Legambiente, Pro Natura, Wwf chiedono alla Regione di mettere la parola fine al progetto. Il modo è semplice: per gli ambientalisti non è stato rispettato l'accordo di programma sottoscritto nel 2009 e quindi basterebbe prenderne atto. E, a suffragio della loro tesi, sottopongono alla Regione le ultime mosse di Alfredo Villa, nuovo amministratore delegato di Mediapolis e numero uno di Brainspark, la società che controlla la maggioranza della società e che ha cambiato recentemente nome in Clear Leisure. Ma Villa, che pochi mesi fa ha deciso di prendere direttamente in mano la situazione e, a raffica, ha incontrato le istituzioni e affidato l'incarico a un nuovo progettista (l'architetto Christian Fenouil) di seguire la pratica in Regione, rilancia e chiede innanzi tutto chiarezza. «Visto che siamo in periodo elettorale - dice al telefono da Londra - vorrei proprio sapere cosa ne pensano del progetto i candidati. Vorrei che mi dicessero in modo chiaro se sono favorevoli oppure no. Io sto dialogando con il Comune di Napoli su Edenlandia e lo zoo di Napoli per 70 posti di lavoro. Mediapolis avrà ben più di 70 posti di lavoro e sono rimbalzato da un posto all'altro e di tre mesi in tre mesi. Pretendo chiarezza, considerato che il progetto è già costato 18 milioni e ci sono diritti acquisiti». Che il caso Mediapolis sia ormai diventato spinoso e che si sia creata una situazione di stallo, del resto, è evidente. La pratica burocratica è ormai nelle mani della Regione da un paio d'anni. Stessa cosa per la variante del piano regolatore del Comune di Albiano. Incontri, limature, integrazioni, riunioni, ma nessuna presa di posizione definitiva. In nessun senso. Le stesse dichiarazioni di amministratori e politici, eccezion fatta per il sindaco di Albiano Gildo Marcelli, sono sempre più rare, al limite dell'imbarazzante. Villa, però, al di là di chiedere un pronunciamento ai politici («Mi va bene anche se mi dicono che lo osteggeranno fino alla fine, purché ci sia chiarezza. Ma almeno saprò cosa fare»), osserva come «ci scontriamo con la burocrazia lunga: tra un appuntamento e l'alto per esaminare documenti e integrazioni, che a volte sono dettagli, passano tre mesi». Alle associazioni ambientaliste, però, non vuole rispondere direttamente se non che, dal suo punto di vista, l'accordo di programma è stato rispettato. Il perché, lo spiega così: «Io non parlo con chi non vuole parlare con me. Quando ho preso in mano la situazione, ho scritto al Fai per incontrarli, per farmi spiegare esattamente quali fossero, da parte loro, i problemi. E io ero disponibile al dialogo. Risposta? Picche. E allora perché io dovrei andar dietro a dichiarazioni inviate attraverso comunicati stampa?».