«Ridurre il cuneo fiscale per incentivare il lavoro»

di Marco Bermond wIVREA Marco Bollettino, 34 anni, nato a Ivrea, con la famiglia di Parella, Comune dove è cresciuto e risiedono i genitori (il padre Silvano è attualmente vice sindaco) e spesso torna nei week end, è il candidato nella lista Fare per Fermare il declino per la Camera, circoscrizione Piemonte 1. Laureato in ingegneria gestionale al Politecnico di Torino Marco Bollettino è da cinque anni insegnante precario e al momento lavora all'Itis Avogadro di Torino. La posizione in lista è la 9. Perchè la scelta del partito di Oscar Giannino Fare per Fermare il declino? «Da tre anni faccio parte dell'associazione torinese Ora Libera(le). Una volta al mese organizziamo "aperincontri", serate a tema dove invitiamo un esperto a parlare di un argomento di interesse. In quegli incontri avevamo analizzato le soluzioni ai problemi che hanno portato il declino dell'Italia. Dalla giustizia, al mercato del lavoro, al problema della spesa pubblica, delle tasse e del debito. Come ospiti abbiamo avuto personaggi del calibro di Alessandro De Nicola (milanese, uno dei fondatori del partito), Luca Ricolfi e Mario Barbuto. Insieme, abbiamo raggiunto la consapevolezza che si sa cosa bisogna fare. Questi temi li ritroviamo nel programma di Fare per Fermare il declino, naturale prosecuzione di quel progetto». Che campagna elettorale sta facendo? «Insieme al capolista Riccardo de Caria, stiamo girando la provincia di Torino presentando i nostri candidati: siamo stati a Santena, Ciriè, Torino, nelle circoscrizioni, e venerdì sera andrò in Val di Susa. Domani, giovedì, sono ad un dibattito al Gruppo Abele sui temi delle carceri, droghe e della tortura. Giovedì 21 a Cumiana sono ad un dibattito con altri candidati. Collaboro a organizzare incontri con i fondatori del partito, come ad esempio quello di mercoledì scorso con Michele Boldrin a Ivrea». I temi principali della campagna elettorale? «1) Fiscal compact e come ridurre il debito senza aumentare ulteriormente le tasse. La soluzione è far pagare una patrimoniale allo Stato, ovvero vendere pezzi di patrimonio pubblico e quote di società partecipate per ridurre il debito pubblico sotto il 100% del PIL in cinque anni. 2) Riduzione della spesa pubblica di 90-95 miliardi in 5 anni da ribaltare, per cinque sesti, in riduzione della tassazione. In pratica si diminuiscono le tasse di 80 miliardi di cui un terzo serve ad eliminare l'Irap e due terzi ad abbattere il cuneo fiscale. 3) Cercare soluzioni per giovani e donne per incentivare il loro accesso al mercato del lavoro. In pratica la riduzione del cuneo fiscale e contributivo è in buona parte dedicato a loro». Le soluzioni per il territorio del Canavese? «Le vicissitudini economiche dell'Italia ci insegnano che investire denaro pubblico "a pioggia" sul territorio per favorirne lo sviluppo economico dà spesso risultati opposti a quelli desiderati. È innegabile che il territorio del Canavese soffre da tempo di una condizione di declino e stagnazione che si somma alla crisi generale che affligge il Paese. Dobbiamo cambiare punto di vista, smetterla di chiederci come burocrati statali possano impiegare il denaro dei contribuenti per sostenere questo o quel territorio e comprendere che i veri protagonisti di una ripresa economica non possono che essere i tanti e capaci imprenditori che, con impegno e ostinazione, continuano a creare valore, e quindi lavor, nel nostro Paese. Nel concreto, ci proponiamo di retrocedere ogni singolo euro di taglio alla spesa pubblica (a quella inefficiente, non ai servizi) in meno tasse per le imprese, via l'Irap subito. E per i lavoratori, diminuendo il cuneo fiscale».