Tunisia, cresce la rivolta attaccate sedi islamiste

di Bijan Zarmandili wROMA La Tunisia precipitata nel caos dopo l'assassinio del leader democratico Chokri Belaid, colpito a morte lo scorso mercoledì all'uscita di casa, attende per oggi, venerdì di preghiera islamica, un'altra giornata di violenza e di incertezza istituzionale mentre il feretro di Belaid verrà sepolto nel cimitero Djellas e uno sciopero generale paralizzerà l'intero paese. Le piazze sono in fiamme e una stazione di polizia nella capitale è stata assaltata da una folla inferocita, ma anche i palazzi di potere sono lacerati dalle lotte intestine tra le diverse anime del Partito Ennahda, la formazione d'ispirazione islamica che ha vinto le elezioni dell'ottobre del 2011 e che governa la Tunisia: la proposta del premier Hamadi Jebadi per lo scioglimento del governo e la formazione di un governo tecnico in attesa di tornare alle urne ha incontrato ieri la dura reazione dello stesso Ennahda, che per bocca di Abdolhamid Jelassi, leader vicino al fondatore, Rached Gannouchi, ha fatto sapere che «la Tunisia non ha bisogno di un governo di competenze, ma di figure politiche». L'incertezza sul futuro istituzionale del paese coincide intanto con i gravi sospetti sul riattivarsi degli ambienti legati al vecchio regime, decisi a far saltare la fragile tenuta del paese dopo la rivoluzione dei gelsomini. Alcune fonti giornalistiche rivelano, citando testimoni oculari, che l'autista di Belaid che lo attendeva all'ingresso della casa ha avuto un comportamento assai sospetto nel corso dell'attentato e altre fonti sostengono che l'uomo abbia ricevuto una telefonata prima dell'assassinio di Belaid da un noto nostalgico del vecchio regime, Beji Caid Essebri, che nell'aprile del 2012 ha fondato un suo partito. L'autista è stato arrestato ieri, ma l'opposizione continua tuttavia a chiamare in causa l'ala salafita e integralista di Ennahda, responsabile delle violenze di piazza negli ultimi mesi. Lo stesso Belaid prima di morire aveva denunciato i duri scontri all'interno della formazione islamista al potere e l'incapacità di Gannouchi di controllare il partito. Nel frattempo la capitale, in particolare la zona intorno al ministero degli Interni e la Bourghiba avenue, simbolo della rivoluzione, è presidiata da ingenti forze di sicurezza in attesa del trasferimento della salma di Belaid dalla casa dei genitori, a Djebel Jelloud, periferia meridionale di Tunisi, al cimitero dei martiri Djellas. Il maggior sindacato tunisino, l'Ugtt, ha indetto per oggi uno sciopero generale, mentre i docenti universitari, gli avvocati e la magistratura sono già in stato di agitazione. Anche i rappresentanti delle formazioni d'opposizione hanno sospeso la partecipazione all'Assemblea costituente. Notizie non confermate denunciano anche un morto, ieri a Gafsa, il capoluogo minerario, durante scontri tra dimostranti e forze di sicurezza. Di certo però alcune sedi di Ennahda, tra cui quella a Siriana, sono stati prese d'assalto dalla folla e incendiate. Anche gli uffici del governatore di Jendouba sono stati devastati dalla folla. La Francia ha deciso di chiudere le sue scuole in Tunisia e le preoccupazioni delle cancellerie europee sono state formulate dal ministro degli Esteri Giulio Terzi che fa sapere che l'Italia è «profondamente colpita» dall'assassino di Belaid, «simbolo della democrazia e della difesa dei diritti» in Tunisia. ©RIPRODUZIONE RISERVATA