Sindaci pronti a lottare per l'emodinamica

«Chiediamo la partecipazione anche di tutta la cittadinanza alla nostra protesta. I sindaci hanno bisogno della gente». Questo sostengono i promotori della manifestazione che si terrà il 13 febbraio davanti alle porte dell'ospedale di Chivasso. L'invito è allargato a tutti gli amministratori locali, ai politici del territorio, alle associazioni e ai cittadini che vogliono difendere i servizi ospedalieri, ovvero a tutta la società civile. (s.a.) CHIVASSO I sindaci del distretto di Chivasso dell'Asl/To4 si presenteranno con la fascia tricolore davanti all'ospedale cittadino per manifestare il proprio giudizio negativo sul piano di riorganizzazione del servizio ospedaliero sul territorio dell'azienda sanitaria. Lo faranno mercoledì 13 febbraio alle 9.30 e tra le priorità che porranno sul tavolo delle trattative con la Regione Piemonte c'è soprattutto l'ormai annosa questione dell'emodinamica (fondamentale per salvare le persone dagli infarti) che proprio in questi giorni viene smantellata. L'intenzione dell'assessore regionale alla sanità Paolo Monferino è quello di rimontare l'attrezzatura a Domodossola. La richiesta di Libero Ciuffreda e degli altri venti colleghi che compongono il Comitato dei sindaci del distretto è quella di rimontarla successivamente nel nuovo reparto che si sta realizzando o in alternativa di fare arrivare una nuova attrezzatura che possa svolgere funzioni analoghe. «In questa fase, con la ristrutturazione dell'ospedale – spiega il primo cittadino a margine della riunione dei sindaci svoltasi ieri pomeriggio – l'attrezzatura deve necessariamente essere smontata e per due anni siamo consapevoli che l'attività non potrà essere implementata. Ma due anni passano in fretta e questo è un servizio importantissimo che va garantito». La sensazione dei sindaci è che nel piano di riorganizzazione presentato poche settimane fa dalla Regione è che l'ospedale chivassese sia stato penalizzato. «Sappiamo benissimo – spiega ancora Ciuffreda – che non tutti i servizi possono essere in tutti gli ospedali, ma è opportuno riequilibrare attività importanti dal punto di vista sanitario e sociale. Se si toglie qualcosa si deve implementare qualcos'altro». Per questo motivo nella lettera che è stata sottoscritta dai sindaci e che verrà inviata all'assessore regionale, al Presidente del consiglio regionale e ai gruppi consiliari chiedono il mantenimento del servizio di day surgery e dell'attività propedeutica ai ricoveri ordinari dell'urologia e la realizzazione di un'attività di coordinamento dell'endoscopia e di screening del colon retto. «Rivendichiamo – continua il chivassese – il potenziamento dei servizi legati ai tumori collo-testa nella divisione di otorinolaringoiatria, la realizzazione di un servizio antenna di anatomia patologica e il rafforzamento delle attività ambulatoriale e dell'assistenza domiciliare». Infine una richiesta avanzata con forza è l'apertura dell'hospice di Foglizzo, inaugurato già due volte, ma in realtà mai attivato. Attualmente il distretto chivassese è l'unico dell'Asl/To4 a non avere alcun posto letto in strutture per le cure palliative dei malati terminali. «Quello che vogliamo – aggiunge Mario Corsato, sindaco di Cavagnolo – è il diritto ad avere servizi adeguati a livelli civili. Non si può sempre e solo ragionare sui livello soglia». Silvia Alberto