Paino guida la Breast unit Più donne curate nel 2012
di Rita Cola w IVREA Ben 208 nuovi casi nel 2012, 24 in più rispetto all'anno precedente, dove erano stati 182. Un'attività che è cresciuta significativamente nei numeri, ancora prima della formalizzazione, a fine novembre, della Breast unit, il gruppo che riunisce tutti gli specialisti che nell'ambito dell'azienda si occupano di senologia con diagnosi e cura di tumori al seno. La Breast unit dell'Asl/To4 è la terza istituita in Piemonte e risponde ai criteri condivisi dalla comunità europea e dalle società scientifiche. Il direttore dell'Asl/To4, Flavio Boraso, aveva nominato come primo coordinatore, con il compito di avviare l'attività, Lodovico Rosato, direttore della chirurgia di Ivrea e Cuorgnè. La chirurgia di Ivrea ha, in forze, due medici specializzati sui tumori al seno e all'attività operatoria per questo tipo di patologia sono destinate da 6 a 10 ore settimanali di sala operatoria e, per tre giorni la settimana, il reparto ha 7 posti letto dedicati. Rosato è uno tra coloro che ha creduto nel confronto tra specialisti: «Abbiamo sempre creduto nelle buone pratiche per dare il servizio migliore possibile alle donne e il nostro sforzo è stato anche formalmente riconosciuto. La Breast unit, però, non è un punto di arrivo, ma una nuova partenza». Infatti Rosato ha riunito tutti coloro che, ognuno per le proprie competenze (dagli screening all'anatomia patologica, ma chirurgi agli oncologi) si occupano della cura del tumore al seno e sono stati individuati i componenti del team multidisciplinare. Che, a sua volta, ha eletto il proprio coordinatore. Si tratta di Ovidio Paino, medico chirurgo, da 27 anni in forze all'Asl/To4, da venti in prima linea negli interventi di tumore al seno. Gli altri sono Sebastiano Patania, responsabile della diagnostica e dello screening, Renzo Orlassino, responsabile dell'anatomia patologica, Sebastiano Bombaci, responsabile dei trattamenti chemioterapici, e Maria Rosa La Porta, responsabile della radioterapia. Del team, fa parte anche Gianna Regis, infermiera, in veste di case manager. Un ruolo importante, quello di Gianna Regis: è lei, infatti, il riferimento stabile per le donne con il tumore alla mammella, che si occupa di garantire la continuità del percorso di cura e di seguire le pazienti lungo tutto il percorso di malattia. «Ci troveremo di nuovo il 26 febbraio - dice Paino - e ho chiesto, ad ognuno, di formalizzare il proprio percorso. Insieme decideremo anche come portare avanti l'attività scientifica per il 2013». Paino sottolinea come, in questa prima fase, si punti a rafforzare il dialogo tra le varie discipline, comprese fisioterapia, chirurgia plastica ricostruttiva e psicologia. Fondamentale è il ruolo del volontariato. Le donne dell'Adod sono in reparto nei giorni degli interventi chirurgici per fornire alle donne operate amicizia, sostegno, incoraggiamento e informazioni. Non solo. Il volontariato riesce a supplire anche là, dove le restrizioni economiche non consentono deroghe e diventano tagli. Un esempio su tutti: l'impossibilità dell'Asl/To4 di sostituire l'assenza prolungata di una psicologa viene colmata da una borsa di studio delle donne dell'Adod. Paino sottolinea come la maggior parte delle donne che poi sono prese in carico dalla Breast unit scopra di avere un tumore al seno per caso, durante lo screening e quindi in una fase precoce. «Il centro di Strambino - osserva - è riconosciuto come punto di riferimento di tutto il territorio. Ci sono poi donne che arrivano al servizio attraverso il medico di base o perché si sono accorte di qualcosa che non va. Noi parliamo loro e spieghiamo il percorso. La maggior parte sceglie di farsi curare da noi». ©RIPRODUZIONE RISERVATA