Quando per vedere non servono gli occhi

IVREA È stata un successo la visita organizzata dall'Apri, l'associazione piemontese retinopatici e ipovedenti, e dal Centro di riabilitazione visiva dell'Asl/ To4, lunedì scorso, al museo laboratorio Tecnologic@mente. Accolti dalla presidente, Laura Salvetti, dal suo alter ego Alice Biancotto e dai volontari, dodici ipovedenti, ciascuno con il proprio accompagnatore, si sono agevolmente inoltrati in un percorso tra la scrittura, il calcolo meccanico e il calcolo elettronico, che, attraverso le oltre duecento macchine ripartite nelle sei sale dedicate all'esposizione permanente, li ha condotti alla scoperta di una tra le storie industriali più affascinanti, quella della Olivetti, e dei prodotti che l'hanno caratterizzata. «Si tratta di una delle strutture più accessibili del territorio. – conferma Marco Bongi, presidente Apri - . Qui si può praticamente toccare tutto, anzi, si è invitati a farlo, mentre in altri musei della zona questo non sarebbe possibile anche se ci stiamo attivando per sensibilizzarli. Durante un sopralluogo fatto tempo fa con l'amica Debora Bocchiardo, ho potuto constatare quanto la struttura fosse perfettamente accessibile e organizzare la visita con tutto il gruppo». La soddisfazione di Bongi è stata condivisa da tutti i visitatori, che hanno apprezzato la disponibilità della stessa Laura Salvetti (il bene più prezioso dell'intero laboratorio-museo è lei). La visita è stata anche l'occasione per un commento di Bongi sul primo anno di attività del Centro di riabilitazione visiva di corso Nigra: «In questo anno – ha affermato - il centro ha dato risultati eccezionali. Sono state realizzate iniziative nuovissime, anche a livello nazionale, quali il corso di canottaggio a Candia, le cene al buio, i corsi di cucina e di cucito. Attorno al centro gravitano circa 300 persone, ma potrebbe esserci un'utenza più vasta. Il problema, infatti, è farlo conoscere: l'Asl/To4 copre un territorio molto vasto ma, a parte la zona di Ivrea, le altre, in particolare la Val di Lanzo, ignorano l'esistenza del Centro, utilissimo e importantissimo per le attività che riesce a proporre. La prossima settimana il vescovo Edoardo Cerrato ci onorerà della sua visita». Tra le iniziative dello scorso anno del Centro, anche il progetto Libri dal carcere, con i volontari operanti nella casa circondariale. «Riabilitare - osserva Bongi - significa anche reintegrare nella società chi ha subito una grave minorazione, spesso emarginante, come la perdita della vista». Franco Farnè GUARDA LA FOTOGALLERY E IL VIDEO www.lasentinella.it