Rapina con inseguimento, tanta paura

MAZZÈ Seconda rapina nel giro di pochi giorni a Mazzè, e terza in poco più di un anno per la tabaccheria-ricevitoria Non solo tabacchi, affacciata sulla centrale via Italia, a pochi metri dalla filiale della banca Unicredit. Verso le ore 19 di mercoledì scorso, un uomo e una donna, armati rispettivamente di pistola e di coltello, sono entrati nella tabaccheria. All'interno c'erano la titolare Silvana Ardissone e due rappresentanti. «Dacci i soldi», ha urlato la ragazza, mentre il suo complice intimava ai due rappresentanti di stare immobili. La titolare ha consegnato alla rapinatrice tutto quello che aveva in cassa: circa 200 euro. A quel punto la malvivente, che evidentemente si aspettava una cifra maggiore, è diventata una furia: «Dammi anche gli altri soldi, altrimenti vi ammazzo tutti». Ma altro denaro nella tabaccheria non c'era. «Avendo già subìto due rapine – spiega la titolare -, deposito subito il denaro nella cassa continua in banca. Questa volta ho avuto veramente paura. Perché la ragazza, che era a volto scoperto e che mi è sembrata molto giovane e di origine marocchina, era nervosa: mi sembrava davvero pronta a tutto. Quando le ho detto che non c'erano altri soldi, ha spaccato il registratore di cassa e ha gettato a terra tutta la merce che era esposta sul bancone». In quel momento è arrivato anche il marito della donna Gianfranco Barengo che si trovava al piano superiore. L'uomo con la zainetto scolastico del nipote si è scagliato contro il rapinatore cercando di colpirlo, ma rischiando che dalla pistola partisse un colpo. Il rapinatore, con il volto coperto da un passamontagna per fortuna non ha reagito. Ha indietreggiato e poi è fuggito a piedi con la sua complice. Barengo li ha inseguiti con il genero: una corsa di circa mezzo chilometro, che è proseguita fino all'imbocco con la stradina che incrocia la provinciale per la frazione Tonengo. «Poi non li hanno più visti - aggiunge Ardissone –, sono spariti. Forse si sono nascosti in un'abitazione della zona». Anche i carabinieri, arrivati dalla compagnia di Chivasso e dalla stazione di Caluso, non li hanno trovati. Ma le coincidenze con la rapina avvenuta giovedì scorso nella trattoria del centro potrebbero rivelarsi utili alle indagini. La tabaccheria inoltre è controllata da un accurato servizio di video sorveglianza che avrebbe ripreso tutte le fasi della rapina. E quindi anche il volto della giovane e violenta rapinatrice. Mentre le indagini dei carabinieri di Caluso proseguono a ritmo serrato, il paese non dorme certo sonni tranquilli. «Diventa indispensabile – ribadisce Giuseppe Fiato, dell'associazione Mazzè insieme – creare una rete di collaborazione tra noi commercianti, che siamo i più esposti, e le forze dell'ordine. A questo proposito il prossimo mercoledì avremo un primo incontro di categoria con l'Ascom e l'associazione Caluso da vivere per pensare a delle proposte. Organizzeremo poi un'assemblea con i cittadini e soprattutto con le forze dell'ordine. Il territorio va maggiormente controllato. E per fare ciò serve la collaborazione di tutti: commercianti, cittadini, amministratori e forze dell'ordine». Lydia Massia