«Sulla cig a Melfi parole oscene»

di Vindice Lecis wROMA Per Marchionne le critiche alla richiesta di cassa integrazione a Melfi «sono oscene» e fissa al 2016 il riassorbimento di tutti i lavoratori negli stabilimenti italiani. Non sono piaciute all'ad della Fiat i rilievi mossi al Lingotto sui due anni di cassa integrazione chiesti per lo stabilimento campano dove si produce la Punto. Parlando al Quattroruote Day di Milano spiega che con le nuove linee «a Melfi sarà tutto nuovo per ripartire». Quelle critiche sono giunte da politici che «non hanno capito di cosa stavano parlando». Sotto tiro coloro che considera i suoi principali avversari, Sinistra e Libertà e la Fiom: «La Fiat è qui da 114 anni, Sel quando l'azienda è nata non c'era e non esisteva neppure la Fiom». Il crollo di produzione e quote di mercato in Italia e in Europa sono comunque un pericoloso campanello d'allarme. E spingono il manager italo-canadese ad annunciare che, entro il 2016, il Lingotto ha in animo di presentare 17 modelli e 7 aggiornamenti. Per l'Italia conferma «tutti i nostri impegni» a partire «dall'impiego pieno dei nostri dipendenti in tre-quattro anni». Gran parte dei dipendenti Fiat sono in cig a rotazione, mentre a Pomigliano non ci sono certezze per l'ingresso di circa 2000 lavoratori nella newco dello stabilimento che produce la Panda. Marchionne non parla diMirafiori ma annuncia che il prossimo investimento sarà nello stabilimento piemontese di Grugliasco. «Marchionne dice balle spaziali e sono l'unica oscenità» commenta Antonio Di Pietro. Solo un mese fa, prosegue il leader dell'Idv, «l'ad Fiat insieme al candidato Mario Monti, aveva garantito il posto di lavoro agli operai di Melfi. A distanza di poche settimane si è rimangiato quella promessa». Vendola annuncia che domenica sarà a Melfi e polemizza con Monti: «C'è chi ci va con Marchionne, io sarò lì con l'operaio Giovanni Barozzino». Anche per Paolo Ferrero, segretario di Prc, «osceni sono i ricatti di Marchionne». Intanto è' stata aggiornata al 28 gennaio la trattativa tra Fiat e sindacati per il rinnovo del contratto collettivo di primo livello. Fim, Uilm, Fismic, Ugl e Associazione Quadri si sono riunite, per il secondo giorno di seguito, con l'azienda ma le posizioni sarebbero distanti. Duro Maurizio Landini, segretario della Fiom: non si tratta di un rinnovo ma di una «soluzione ponte che lega il salario alla presenza». ©RIPRODUZIONE RISERVATA