Bersani a Monti: più difficile il Quirinale
di Maria Berlinguer wROMA Basta con «la retorica dell'agenda», nessuno di noi è Mandrake e comunque a palazzo Chigi va chi ha preso più voti. Pier Luigi Bersani dal salotto di Porta a Porta sfida Mario Monti e ammette che la salita in campo del Professore «per l'Italia non mi è sembrata l'operazione più felice perchè pensavo che Monti potesse essere molto utile anche in posizione di terzietà». Anzi, a questo punto la sua eventuale salita al Quirinale «diventa più difficile». Da Milano l'indiretta risposta del premier. Che torna ad attaccare i sindacati che «finiscono per non tutelare le persone che vorrebbero tutelare» e soprattutto respinge l'idea che dietro il suo progetto politico ci sia la volontà di bloccare il Parlamento. «Davvero pensate che avrei messo in moto tutto questo per poter essere un'entità di minoranza, ma bloccante, per rendere più divertente la vita in Senato?», chiede Monti ai cronisti che lo interpellano sul caso Lombardia, regione chiave per la maggioranza a palazzo Madama. Le distanze tra il senatore a vita e i democratici si allungano. Tanto che Bersani a Bruno Vespa che gli mostra un sondaggio per il quale gli elettori Pd preferiscono Ingoia al premier dice: «Credo di conoscere il mio elettorato, sono giorni che vengono fuori aspetti un po' polemici con Monti, può esserci un'ammaccatura in questo momento». Quanto al Pm parlermitano il segretario del Pd lo bacchetta per aver «brandito» il tema della legalità come arma di lotta politica. «La legalità non può diventare fazione», dice. Ma a largo del Nazzareno, risolto il caso della rottura con i socialisti di Nencini sulle liste, si starebbe lavorando a ipotesi di desistenza con la lista «Rivoluzione civile». In tv, poco prima del big match Santoro-Berlusconi, Il segretario del Pd parte dall'economia. A Bruxelles ribadisce che bisogna «allentare la morsa delle politiche di austerità per gli investimenti perchè questa è una priorità assoluta anche a livello europeo». Ma avverte: «In Europa siamo d'accordo che si lavora per modificare le regole ma finchè ci sono vanno rispettate». E a chi, ieri il Financial Times, mette in dubbio la solidità dell'alleanza con Sel, replica che è ora di smetterla di guardare al centrosinistra come se fosse la vecchia Unione di Romano Prodi. E il leader di Sel è difeso anche da Massimo D'Alema: «E' urtante la criminalizzazione politica che si fa di Vendola, non è un mostro e sarà al governo con noi» ha detto chiedendosi perchè Storace e Calderoli debbano essere considerati dei moderati e lui no». D'Alema ha una parola buona anche per Matteo Renzi, che lo voleva rottamare: «Era sbagliata la sua battaglia contro la vecchia dirigenza, ma ora sta dimostrando la stoffa del leader. L'Imu? «E' stato un calice amaro, bisogna alleggerire le situazioni più deboli, eliminando l'imposta per quelli che adesso pagano fino a 500 euro», propone invece il segretario Pd. Bersani ricorda che in tutta Europa c'è una tassazione sugli immobili e che la tassazione sugli immobili ha una sua logica. Quanto all'abolizione della tassa sulla prima casa Bersani dice di no perchè la prima casa potrebbe essere anche la Reggia di Caserta. La misura potrebbe essere però coperta invece con una patrimoniale sugli immobili fino a 1,5 milioni di euro di valore catastale, ossia un valore reale di 3 milioni di euro. E sui supericchi che Vendola ha mandato al diavolo Bersani dice: «Devono stare qui e pagare le tasse e se hanno soldi investano». ©RIPRODUZIONE RISERVATA