Berlusconi da Santoro "spara" sul Prof

di Gabriele Rizzardi wROMA «Ci vado o non ci vado?». Per una settimana, il promo di Servizio Pubblico ha proposto il Cavaliere "nano e stizzito" di Vauro indeciso sul da farsi. Ma alla fine Berlusconi si presenta e l'attesissima puntata di Servizio Pubblico su La 7 diventa l'ennesima vetrina per il Cavaliere a caccia di voti. «Comunque vada per me va bene» dice prima di entrare in studio. Ma il prezzo che Berlusconi deve pagare per poter risalire nei sondaggi è molto alto. Nella "tana del lupo", infatti, c'è Michele Santoro che lo ospitò in studio l'ultima volta a "Tempo reale" nell'aprile 1995 e che fu raggiunto da una telefonata minacciosa nel 2001 durante la trasmissione "Il raggio verde" («Santoro si contenga, lei è un dipendente del servizio pubblico»). Il clima, questa volta, è meno teso e Santoro lo fa capire subito: «Da molto tempo abbiamo dovuto abbandonare Granada, la città dei toreri. Non abbiamo bisogno di un torero che ammazza un toro» dice il conduttore mentre in sottofondo si sente la voce di Claudio Villa che canta la celebre canzone. E parte la prima domanda. Se le sue aziende fossero ridotte nelle condizioni di Lumezzane (la città in crisi industriale mostrata con un filmato) le affiderebbe ad un manager che ha gestito 8 degli ultimi 10 anni e che ha ben più di 70 anni? «Se si chiamasse Silvio Berlusconi, sicuramente sì» risponde il Cavaliere, che lamenta una cattiva acustica in studio e ci scherza sopra: «Sono diventato anche sordo... colpa dell'età». Poi si parla di Imu, imposta introdotta da un governo di centrodestra, e si arriva al primo scontro verbale. Berlusconi si giustifica spiegando che l'Imu sarebbe dovuta essere una «imposta complessiva» e non una tassa solo sulla casa. Il Cavaliere nega ogni responsabilità rispetto alla sottovalutazione della crisi nel 2009 e ripete che in quel periodo i ristoranti erano pieni e gli aerei difficili da prenotare. Attacchi a raffica anche contro Monti, a cui assegna la responsabilità della frenata dell'economia nell'ultimo anno e aggiunge: «Il governo dei professori si è montato la testa». In studio c'è anche Marco Travaglio, il giornalista che in questi ultimi 20 anni ha fatto controinformazione su Berlusconi. Per Santoro è stata invece la prima volta dal famoso "editto bulgaro" del 18 aprile 2002 in cui Berlusconi definì «criminoso» l'uso della Rai da parte di Enzo Biagi, Santoro e Daniele Luttazzi, che fu attaccato proprio per una puntata del suo programma con Marco Travaglio come ospite. L'allora presidente del Consiglio intimò alla dirigenza della Rai di impedire "il ripetersi di eventi come quelli". Ieri sera, invece, per prepararsi al match, pare che l'ex premier si sia "allenato" con Renato Brunetta, che si sarebbe installato a palazzo Grazioli per diversi giorni. Il tutto, per poter ripetere ancora una volta che i suoi famosi contratti con gli italiani (2001 e 2008) sono stati rispettati fino all'ultima riga. Ma anche per poter rilanciare le sue proposte ad effetto, buone per la campagna elettorale: no tasse per chi assume a tempo indeterminato, cancellazione dell'Imu sulla prima casa e tanto altro condito con la "disponibilità" a fare il ministro dell'Economia di un eventuale governo Alfano . ©RIPRODUZIONE RISERVATA