Proliferano i piccioni e il Comune corre ai ripari: «Niente cibo»
SALASSA Quello del proliferare dei piccioni è un problema vecchio. I pennuti, in alcuni casi, sono un'autentica iattura. Andando indietro nel tempo, chiedere per conferma alle insegnanti della scuola materna di Argentera, nel Rivarolese, sotto assedio per anni, o agli amministratori comunali di Feletto, che videro la torre del vecchio municipio "espugnata" dai volatili, o, più recentemente, a quelli di Castellamonte, "ostaggio" dei simpatici ma terribilmente ostimati animaletti. Anche Salassa ne ha a sufficienza, tant'è vero che l'esecutivo guidato dal sindaco Beppe Ansinello ha chiesto in modo ufficiale ai suoi cittadini di smettere di nutrire i colombidi. Stop, dunque, all'abbandono di pane per le vie e le piazze del paese destinato ad alimentare i piccioni. «Gli animali non ne hanno bisogno perché sanno nutrirsi da soli, ma soprattutto è severamente vietato dalla legge - osserva il consigliere Sergio Gelmini -. Ai proprietari di vecchi immobili nel centro storico, inoltre, consigliamo di chiudere le soffitte, le finestre e tutte le fessure che possono servire da nido per i volatili con reti, teloni o con gli appositi dissuasori. I piccioni sono portatori di moltissime malattie: rispettiamoli, ma allontaniamoli». (c.c.)