La popolazione è stabile ma crescono gli stranieri
La Provincia ospita nella sala consiglieri di Palazzo Cisterna, in via Maria Vittoria 12 a Torino, il sesto anno di attività didattiche della Scuola per la buona politica diretta da Michelangelo Bovero. La partecipazione alle lezioni è libera e aperta alla cittadinanza. Quattro delle sei unità didattiche sono seguite da un seminario di approfondimento. È necessario, però, iscriversi entro il 10 gennaio attraverso il form on line www.sbptorino.org di Rita Cola w IVREA Una città che, sotto il profilo della popolazione residente, resta sostanzialmente uguale. C'è un saldo negativo di quattro unità, ma se Ivrea rimane stabile non è certo per le nuove nascite (169, a fronte di 284 decessi), ma per i nuovi residenti (1.092, a fronte di 981 cancellazioni). È quanto emerge dai primi dati elaborati dall'ufficio anagrafe del Comune. I residenti a Ivrea, il 31 dicembre, erano 24.191, quattro in meno rispetto all'anno precedente. Di questi, 11.379 sono maschi, 12.812 sono femmine. Quello che cresce è il numero della popolazione non italiana, arrivata all'8,35%. Una percentuale che, negli ultimi sei anni, non ha mai smesso di crescere. Gli stranieri residenti erano infatti il 4,27% (1.029 cittadini) nel 2006, il 6,54% (1.598) due anni dopo, il 7,44% (1.800)nel 2010 e il 7,89% (1.909) nel 2011. In un anno (cioè nel 2012) la percentuale è cresciuta ancora e, in termini di numeri assoluti, la popolazione straniera è aumentata di 110 unità. Le femmine non italiane sono in numero maggiore dei maschi. Su 2.019 residenti stranieri, 1.119 sono femmine. Nessuna sorpresa tra le nazionalità presenti in misura maggiore, ormai da tempo perfettamente integrate e con associazioni specifiche che portano avanti attività di aggregazione e culturali. Tra i cittadini europei, la comunità maggiore è quella rumena, con 978 residenti mentre, tra i cittadini extracomunitari, quelli provenienti dal Marocco sono 307. Qualche curiosità arriva anche dal numero delle famiglie anagrafiche. Sono tante, 11.507, con una media di componenti per famiglia di 2,10. Un dato, questo, che mostra, sotto il profilo sociologico, anche come sia cambiata la struttura sociale, con famiglie decisamente ristrette. Il dato, tra l'altro, è leggermente in calo rispetto all'anno precedente (la media di componenti per famiglia era 2,11). Il numero di famiglie, infatti, è aumentato nel corso degli anni. Qualche esempio? Erano 11.138 nel 2006 (con una popolazione di 24.092), mentre nel 2011 erano 11.461 e, come detto, sono 11.507 nel 2012, con una popolazione, al 31 dicembre, di 24.191. E se solo nei prossimi giorni, quando gli uffici avranno terminato l'elaborazione dei dati, si potranno avere le percentuali esatte anche dell'età media della popolazione suddivisa per fasce, è difficile pensare, in questo quadro, che possa esserci una inversione significativa di tendenza. Nel 2011, gli ultrasettantacinquenni erano il 13,25%, mentre il numero dei ragazzi da a 18 anni era il 14,97%. L'età media era di 47,34 anni, contro una media nazionale di 43. Un dato, questo, evidenziato anche da alcune ricerche realizzate da Confindustria e che fanno l'area del Canavese tra le più anziane d'Italia. ©RIPRODUZIONE RISERVATA